• Uso antibiotici, la maggior parte dei cittadini ha le idee confuse

    Print
    Ricerca %c2%a9 sergey nivens   fotolia.com

    Una rilevante parte della popolazione ha le idee confuse riguardo agli antibiotici. Non ne conosce bene le finalità, né sa di preciso cosa sia l'antibiotico-resistenza e quali rischi possa arrecare alla salute. Di conseguenza molti ritengono, senza basare la loro convinzione su nessuna prova scientifica, che sarebbe opportuno limitarne l'uso in agricoltura. È quanto emerge da un'indagine condotta dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e riportata sulla rivista online World Poultry, secondo cui oltre il 60% degli intervistati reputa che l'impiego eccessivo di queste sostanze potrebbe rappresentare una minaccia per la salute pubblica.

    Nel corso della ricerca, gli esperti dell'Oms hanno chiesto a oltre 10 mila cittadini residenti in Vietnam, Sudan, Egitto, Indonesia, Nigeria, Barbados, Messico, India, Sud Africa, Serbia, Russia e Cina che cosa pensassero degli antibiotici. In generale, è emerso che le persone non hanno un'idea molto chiara sull'argomento. Quasi due terzi pensano che la resistenza agli antibiotici rappresenti un problema che potrebbe colpire loro e le loro famiglie, ma non sanno in che modo e come affrontarlo. Il 64% degli intervistati ritiene che gli antibiotici servano a curare raffreddori e influenza, mentre questi farmaci non hanno nessuna efficacia contro i virus. Inoltre, il 32% ha dichiarato che appena si sente meglio interrompe l'assunzione degli antibiotici, senza completare il trattamento prescritto dal medico.

    Questa lacuna conoscitiva si riflette anche in materia di agricoltura e allevamento. Il 73% degli intervistati crede che sarebbe opportuno ridurne l'utilizzo. In particolare, ne è convinto l'83% della popolazione cinese, l'81% degli intervistati russi e serbi. Lo pensa anche il 64% dei cittadini indonesiani. In Vietnam, invece, lo crede soltanto il 16% degli intervistati.

    L'uso degli antibiotici in ambito veterinario è anche al centro del documento: “Draft committee for medicinal products for veterinary use strategy on antimicrobials 2016-2020”, pubblicato dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema). Il testo fissa le strategie da adottare, nel quinquennio 2016-2020, per limitare i rischi derivanti dall'uso degli antimicrobici nel bestiame. L'Ema riconosce l'antibiotico-resistenza come un problema globale, che interessa la salute di uomini e animali. Per questo motivo, ha delineato una serie di linee guida, volte ad aiutare gli operatori del settore ad affrontare la minaccia della resistenza agli antibiotici.

    redazione 10-12-2015 Tag: agricolturaallevamentozootecniaantibioticiEmaomsantibiotico-resistenza
Articoli correlati
  • Agricoltura e zootecnia, con hard Brexit in Italia 9 mila posti di lavoro in meno

    L’uscita senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea avrà ripercussioni sul Pil e sull’occupazione in molti settori degli altri Paesi europei. Tra questi anche l’agricoltura e la zootecnia nelle quali l’Italia...

    23-08-2019
  • Agea, Andrea Comacchio è il nuovo direttore

    L’Agea, l’Agenzia per le Erogazioni in agricoltura, ha un nuovo direttore. Il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio ha nominato Andrea Comacchio al vertice dell’organismo. Il suo mandato...

    16-08-2019
  • Agricoltura, nel 2018 produzione in ripresa. Italia leader in Europa

    I dati Istat appena resi noti relativi all’andamento del settore agricolo e dell’industria alimentare nel 2018 confermano diverse tendenze in atto già da tempo e ne evidenziano alcune nuove. Dopo i dati negativi del 2017, l’agricoltura...

    05-08-2019
  • Fao, ancora lontani gli Obiettivi di sviluppo sostenibile in agricoltura

    La maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile che riguardano agricoltura, lotta alla fame e sicurezza alimentare sono ancora un traguardo irraggiungibile. Non centrare questi obiettivi mette a rischio l’attuazione dell’intera Agenda per lo...

    01-08-2019
  • Come gestire una stalla da 20.000 Kg?

    Quando pensiamo al futuro della zootecnia da latte, immaginiamo stalle con performance medie per vacca ben lontane da quelle, pur ragguardevoli, ottenute attualmente. La media delle venti stalle più produttive d’Italia del 2018 è stata di...

    29-07-2019