• Innovazione, revisione Pac e sostenibilità: le sfide del cammino che unirà agricoltura e industria

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    Agronetwork 2 2 2017 foto

    Daniele Rossi, segretario generale Agronetwork, traccia le linee d’azione del prossimo futuro della nuova realtà associativa nel mondo dell’agroalimentare

    Dottor Rossi, da dove nasce l’esigenza di Agronetwork?
    Oltre le Rappresentanze, un luogo fisico dove imprenditori, agricoli ed industriali, possano dialogare e condividere dei progetti innovativi di filiera, accompagnati da Confagricoltura, Nomisma e Luiss.

    Riassumendo in tre grandi ambiti di descrizione, quali utilizzerebbe per fornire un quadro della situazione agricola italiana?
    Innovazione, revisione delle politiche PAC e sostenibilità sono le sfide del 2020 – 2030, per ridare competitività alle imprese agro alimentari che hanno fatto grande il nostro Paese e lo promuovono in tutto il Mondo.

    Rispetto a questi ambiti appena menzionati che ruolo svolgono le rappresentanze di settore?
    Quanto incide a livello strategico e politico una visione di filiera unitaria? Moltissimo. Divisioni e conflitti sono si fisiologici ma solo se ricondotti in un ambito strategico unitario, dove l’Europa domanda un Paese coeso con obiettivi chiari di lungo periodo.

    Produzioni materie prime alimentari e produzioni ortofrutticole, il settore primario italiano ha una doppia vocazione d’eccellenza: come riuscire a coniugare lo sviluppo e la crescita di entrambe? Quali sono le ricette di Agrinetwork?
    L’agricoltura italiana esprime eccellenze nel vino, nell’olio, nei cereali, nei mangimi, nella zootecnia da carne e da latte, nell’ortofrutta, nel florovivaismo, nella forestazione, fino alle energie rinnovabili ed al turismo. Un patrimonio incredibile che da identità al nostro Paese. Bisogna valorizzarlo con progetti innovativi per accorciare ed integrare le filiere, internazionalizzare le imprese, proporre prodotti nuovi per un consumatore sempre più esigente, offrire servizi anche turistici più competitivi, promuovere l’autentico italiano cioè la formidabile capacità di produrre e trasformare le materie prime nel nostro Paese – il ben fatto italiano!

    Il settore primario è posto davanti a una sfida epocale: produrre di più, producendo meglio. Più quantità e maggiore sostenibilità. In più, nel caso italiano, c’è il tema dell’unicità dei prodotti. Come si vince questa sfida per produrre di più, con meno risorse e mantenendo intatta la tradizionale qualità del Belpaese?
    Solo favorendo la collaborazione sui processi innovativi, senza paure e pregiudizi, attraverso le diverse competenze del mondo agricolo, dell’impresa industriale, della distribuzione, della Ricerca e delle infrastrutture europee, statali e regionali.

    L’export agroalimentare è una dei fiori all’occhiello dell’economia italiana e coinvolge una filiera molto ampia e dai ramificati settori industriale: che ruolo ritiene debba avere Agronetwork? Quali sono gli snodi decisivi di collaborazione tra il settore primario in senso stretto e l’industria di trasformazione alimentare?
    Agronetwork porterà una ventata di freschezza progettuale: insieme agricoltura ed industria per conquistare all’Italia quella parte di mondo che ci conosce appena e per consolidare il Made in Italy in quei Paesi dove le comunità di italiani ci hanno già fatto primeggiare. Un cammino che Confagricoltura Nomisma Luiss accompagneranno con fervore perché…..camminando si apre cammino!

    Foto: © pershing - Fotolia.com

    Salvatore Patriarca 19-06-2017 Tag: Agronetworkagroalimentareagricolturamaterie prime alimentariproduzioni ortofrutticoleexportmade in Italy
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