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  • Usa: per la prima volta piantagioni di soia superano quelle di mais

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    In calo le scorte di entrambe le colture

    Grano mais soia

    Nella stagione 2018/19 negli Usa le piantagioni di soia supereranno quelle di mais per la prima volta in 35 anni. Lo evidenzia il rapporto: “Prospective Plantings” pubblicato dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), secondo cui la superficie dei terreni coltivati con la soia raggiungerà i 91 milioni di acri - nel 2017 si fermava a 90,1 milioni di acri -, mentre le piantagioni di mais ricopriranno una superficie di 89,42 milioni di acri - nel 2017 era pari a 90,17 milioni di acri. L’Usda sottolinea che la scelta degli agricoltori statunitensi di coltivare la soia coincide con l’aumento dei futures del legume, dovuta ai scarsi raccolti in Argentina, dove la produzione dovrebbe diminuire di oltre il 30%, fermandosi a circa 40 milioni di tonnellate o anche meno.

    Scorte – Il Dipartimento prevede che le riserve di entrambe le colture diminuiranno significativamente durante la stagione 2018/19. In particolare, le scorte di mais dovrebbero scendere del 30%, passando da 12,516 miliardi di bushel calcolati a dicembre a 8,703 miliardi di bushel, mentre quelle di soia dovrebbero diminuire del 36%, passando da 1,147 miliardi di bushel di dicembre a 2,030 miliardi di bushel.

    Grano - Gli analisti dell’Usda stimano che nella stagione 2018/19 le piantagioni di grano dovrebbero coprire una superficie media di 46,29 milioni di acri, mentre lo scorso anno era pari a 46,01 milioni di acri. La superficie coltivata con il grano invernale dovrebbe diminuire rispetto allo scorso anno fermandosi a 32,69 milioni di acri, mentre quella coltivata con il grano primaverile dovrebbe aumentare, fino a raggiungere gli 11,5 milioni di acri. Per quanto riguarda le scorte, dovrebbero raggiungere il secondo valore più alto registrato negli ultimi vent’anni, attestandosi a poco meno di 1,5 milioni di tonnellate.

    redazione 21-04-2018 Tag: maissoiagranoscortesuperficie coltivataproduzioneUSDA
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