• Il segreto genetico delle spighe di grano e il futuro delle rese produttive

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    Identificato il gene che regola la forma e la dimensione delle spighe di grano. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista The Plant Cell da un gruppo di ricerca britannico-australiano coordinato da Scott Andrew Boden del John Innes Center di Norwich (Regno Unito), secondo cui la scoperta potrebbe favorire l’incremento della resa non solo di questo cereale, ma anche di mais, orzo e riso.

    Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno analizzato il genoma di una varietà di grano tenero che produce “spighette accoppiate”, in cui l’infiorescenza è formata da due spighette invece che da una sola. Questa caratteristica, presente anche in alcune varietà di mais e riso, potrebbe aumentare la resa della coltura. Utilizzando una vasta gamma di tecniche innovative, i ricercatori hanno individuato un gene chiamato Teosinte Branched1 (Tb1), che regola la struttura dell'infiorescenza del grano, favorendo la produzione delle spighette accoppiate. Questo gene opera attraverso un meccanismo che ritarda la fioritura e riduce l'espressione dei geni che controllano lo sviluppo delle spighette laterali.

    L'analisi genetica ha anche dimostrato che Tb1 è collegato a un altro gene conosciuto da molto tempo: il cosiddetto gene Green Revolution (Rht-1), che controlla l'altezza della pianta. Gli studiosi precisano che ulteriori ricerche determineranno se alcuni degli effetti attribuiti al gene Rht-1 siano invece riconducibili all’azione di Tb1. Gli scienziati affermano, infine, che il meccanismo genetico individuato potrebbe essere applicato non solo alle altre piante di grano, ma anche a quelle di altri cereali importanti come mais, orzo e riso.

    “Questo lavoro è un esempio di ciò che possiamo fare per il grano con le nuove risorse a disposizione – spiega il dottor Boden -. Siamo passati dal campo al laboratorio e viceversa. Questo gene responsabile dello sviluppo contribuisce a molti tratti importanti dal punto di vista agronomico. La scoperta e gli effetti di questo studio potranno essere impiegati per scoprire se realmente questo gene incrementa il rendimento del grano”.

    Foto: © CSIRO

    redazione 11-04-2018 Tag: granoricercarendimentoagricolturacereali
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