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  • Corte di giustizia europea: genome editing come Ogm

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    Organismi ottenuti con mutagenesi soggetti alla normativa sugli Ogm

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    I prodotti ottenuti con l’editing genomico devono essere considerati organismi geneticamente modificati (Ogm) ed essere soggetti alle norme che li regolano: lo ha stabilito una sentenza della Corte di giustizia europea, che equipara la mutagenesi - un insieme di tecniche che consentono di modificare il genoma di una specie vivente senza inserire Dna estraneo -, con la transgenesi – che prevede l’introduzione di materiale genetico prelevato da altri organismi.

    La decisione è stata assunta su richiesta dei giudici del Consiglio di Stato francese, per rispondere al ricorso presentato dal sindacato agricolo Confédération paysanne e da altre otto associazioni contro la normativa nazionale che esenta gli organismi ottenuti tramite mutagenesi dagli obblighi imposti dalla direttiva sugli Ogm. Smentendo il parere espresso dall’Avvocato Generale della stessa Corte Michal Bobek, che aveva invitato a collocare le nuove tecnologie di editing genomico nella stessa categoria delle tecniche che producono mutazioni casuali nelle piante tramite radiazioni o sostanze chimiche, la Corte di giustizia europea ha disposto che: “gli organismi ottenuti mediante mutagenesi costituiscono Ogm e, in linea di principio, sono soggetti agli obblighi previsti dalla direttiva sugli Ogm”. Questo perché “le tecniche e i metodi di mutagenesi modificano il materiale genetico di un organismo secondo modalità che non si realizzano naturalmente”. Tuttavia, la Corte ha anche specificato che “gli organismi ottenuti attraverso tecniche di mutagenesi utilizzate convenzionalmente in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza sono esentati da tali obblighi, fermo restando che gli Stati membri sono liberi di assoggettarli, nel rispetto del diritto dell’Unione, agli obblighi previsti dalla direttiva o ad altri obblighi”.

    Per quanto riguarda la possibilità di adottare la direttiva sugli Ogm anche agli organismi ottenuti tramite tecniche di mutagenesi apparse successivamente alla sua adozione, la Corte afferma che “i rischi legati all’impiego di tali nuove tecniche di mutagenesi potrebbero risultare simili a quelli derivanti dalla produzione e dalla diffusione di Ogm tramite transgenesi, in quanto la modifica diretta del materiale genetico di un organismo tramite mutagenesi consente di ottenere i medesimi effetti dell’introduzione di un gene estraneo nell’organismo (transgenesi) e in quanto tali nuove tecniche consentono di produrre varietà geneticamente modificate a un ritmo e in quantità non paragonabili a quelli risultanti dall’applicazione di metodi tradizionali di mutagenesi. Tenuto conto di tali rischi comuni, escludere dall’ambito di applicazione della direttiva sugli Ogm gli organismi ottenuti mediante le nuove tecniche di mutagenesi pregiudicherebbe l’obiettivo di tale direttiva consistente nell’evitare gli effetti negativi sulla salute umana e l’ambiente e violerebbe il principio di precauzione che la direttiva mira ad attuare. Ne consegue che la direttiva sugli Ogm si applica anche agli organismi ottenuti mediante tecniche di mutagenesi emerse successivamente alla sua adozione”.

    Gli scienziati che lavorano nel campo dell'editing genomico e della modificazione genetica affermano che la sentenza potrebbe frenare la ricerca e l'innovazione non solo in ambito agricolo, ma anche nel settore medico. “Potrebbe imporre un onere molto oneroso sull'uso del genome editing in agricoltura e in medicina, settore in cui questo metodo si è rivelato molto promettente per migliorare la salute e il benessere umano - ha dichiarato alla BBC Denis Murphy, docente di biotecnologie presso la University of South Wales -. Tutti i nuovi organismi prodotti con il genome editing sarano regolati come se fossero stati ottenuti con i metodi classici Gm o transgenici sviluppati negli anni '80”. Il prof. Johnathan Napier, dell'Istituto di scienza delle colture del Rothamsted Research di Harpenden (Regno Unito), , ha definito la decisione “molto deludente”. Ha osservato che “l’inserimento degli organismi ottenuti con l’editing genomico nella direttiva sugli Ogm potrebbe sbattere la porta in faccia a questa tecnologia rivoluzionaria: questo è un passo indietro, non un progresso”.

    Foto: © Alex011973 - Fotolia.com

    n.c. 28-07-2018 Tag: editing genomicoCorte di Giustizia europeaogmagricoltura
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