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Soia, l’approvvigionamento sostenibile obiettivo della mangimistica europea

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Con l’adozione del Green Deal la Commissione europea si prefigge l’ambizioso obiettivo di una Unione europea ad impatto climatico neutro o positivo entro il 2050, cogliendo così la crescente sensibilità del cittadino europeo verso le tematiche ambientali. Il Green Deal abbraccia tutti i settori produttivi e costituisce la base per l’elaborazione delle strategie specifiche per i diversi comparti: in questo contesto Farm to Fork rappresenta la strategia specifica per il settore agroalimentare.

L’attenzione all’ambiente da parte del legislatore europeo segue quella che i diversi comparti produttivi hanno già sviluppato negli anni passati. Fefac, la Federazione europea dei produttori di mangimi composti, già da anni ha posto la tematica della sostenibilità ambientale al centro della propria azione, promuovendo iniziative per favorire l’approvvigionamento di materie prime prodotte in modo sostenibile, valorizzando i co-prodotti di altri processi produttivi e proponendo una strategia complessiva con l’adozione della Carta Fefac per la sostenibilità al 2030. Una visione di sostenibilità promossa e sviluppata anche grazie al suo ruolo di collettore e mediatore delle diverse sensibilità ed attenzioni che si sviluppano in modo diverso a livello europeo, secondo la consueta tendenza che vede operatori innovatori, operatori che seguono i pionieri ed infine operatori che, distratti probabilmente anche da altre tematiche prioritarie a livello locale, giungono al traino.

Fefac ha avuto un ruolo guida nell’affrontare la tematica dell’approvvigionamento di soia sostenibile. Infatti già nel 2015 ha sviluppato, con il supporto degli esperti del settore, le Linee guida per l’approvvigionamento di soia con l’obiettivo di promuovere un sistema virtuoso volto a favorire l’approvvigionamento di soia prodotta rispettando specifici criteri sociali e ambientali. Con lungimiranza Fefac, per evitare competizioni con sistemi già esistenti, non ha creato un nuovo standard ed ha evitato di abbracciare o promuovere un singolo schema di certificazione ma, con l’obiettivo primario di agevolare il mercato, ha sviluppato un sistema indipendente per valutare i diversi schemi. Un sistema che non prevede una graduatoria tra gli standard, ma la valutazione di ciascuno schema rispetto a determinati criteri di riferimento ritenuti imprescindibili in modo da equiparare tutti gli standard rispetto a specifici requisiti. Le Linee guida Fefac non fanno riferimento solo alla sostenibilità ambientale, ma anche a quella sociale che, considerata la realtà dei Paesi produttori, è molto importante.

Perché presentare le Linee guida per l’approvvigionamento di soia adesso? Perché la sostenibilità ambientale inizia, anche in Italia, ad essere una richiesta del mercato, soprattutto per gli operatori del settore alimentare che commercializzano i propri prodotti nel nord Europa. Al crescente interesse del mercato si aggiunga che la ‘soia’ nelle sue varie sfaccettature è uno degli argomenti preferiti dai detrattori della zootecnia e dei prodotti di origine animale. È tempo di prendere atto e promuovere gli strumenti che esistono per tutelare maggiormente il nostro comparto e la singola azienda. Requisiti e criteri che sempre più spesso devono essere oggetto di certificazione per fornire un riscontro certo ed inoppugnabile.

Le Linee guida per l’approvvigionamento di soia (2016) si articolano su sei principi, ognuno dei quali è sviluppato in una serie di criteri concreti, in tutto 59 criteri suddivisi in essenziali (32) e desiderati (27). Queste linee guida includono raccomandazioni per le buone pratiche agricole ed una serie completa di criteri sociali e ambientali per una coltivazione responsabile della soia. Il punto di partenza è, imprescindibilmente, la conformità legale, cui fanno seguito il rispetto dei diritti umani, delle condizioni di lavoro (ad esempio niente lavoro minorile o lavoro forzato e pari opportunità) ed i criteri ambientali (espansione responsabile della soia, protezione della biodiversità, gestione dei rifiuti, prevenzione della deforestazione illegale e protezione della biodiversità). 

BOX

Linee guida Fefac per l’approvvigionamento di soia – Fefac Soy Sourcing Guidelines

I 6 principi:

– Rispetto della legislazione

– Rispetto delle condizioni di lavoro

– Responsabilità ambientale

– Buone pratiche agricole

– Utilizzo legale del suolo

– Rispetto delle comunità locali

Uno schema/standard per passare la valutazione ed essere dichiarato conforme alle Linee guida Fefac deve soddisfare tutti i criteri essenziali (32) ed almeno cinque di quelli desiderati. Inoltre, Fefac ha previsto una serie di requisiti di verifica per assicurare, con ragionevole certezza, che i criteri siano realmente soddisfatti.

Per garantire la terzietà dell’intero processo la valutazione viene effettuata da un ente terzo – ITC (International Trade Center) – che al momento ha riconosciuto come conformi alle Linee guida Fefac 19 schemi/programmi. Tra questi schemi vi sono due certificazioni europee che hanno incontrato qualche difficoltà nella fase di valutazione in quanto alcuni requisiti essenziali in Europa sono già coperti dalla normativa vigente e quindi non sono previsti nella certificazione. I 19 schemi che hanno superato la valutazione sono: Agricoltura Certificada, Cargill, Crs, Femas, Iscc, ProTerra, Bunge, Donau Soja, Europe Soja, Sfs, Rtrs, Adm, Ssap, Amaggi, Bfa; Ldc, Sustainable Farming Assurance Programme, Coamo, Csqa Dtp 112.

Nel 2020, sulla base dell’esperienza maturata in cinque anni di applicazione e delle nuove priorità a livello globale, Fefac ha avviato il processo di revisione delle Linee Guida per l’approvvigionamento della soia per prendere in considerazione i criteri legati alla deforestazione. Nel primo trimestre dell’anno verranno presentate ufficialmente le Linee guida Fefac 2021 per l’approvvigionamento di soia, uno strumento a disposizione degli operatori, che terrà in debita considerazione anche la problematica della deforestazione.

L’utilizzo di soia certificata permette di garantire la sostenibilità ambientale della filiera di approvvigionamento riducendo, così, l’impatto ambientale della filiera zootecnica. Constatato il crescente interesse sulla soia anche da parte dei media, Assalzoo avvierà nel 2021 un sistema di monitoraggio sulla soia per poter avere dati certi per confrontarsi con gli enti che annualmente fanno una valutazione della percentuale di soia ‘deforestazione-free’ utilizzata dai diversi Stati europei.

Foto: Pixabay

Lea Pallaroni