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Crefis – Osservatorio materie prime e settore suinicolo

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L’analisi dell’andamento dei mercati curate da Crefis, Centro di Ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica S.C. Su crefis.it sono disponibili gratuitamente, previa registrazione, altre informazioni aggiornate con cadenza settimanale o mensile, in funzione della disponibilità.

Materie prime: L’andamento dei mercati

L’inizio del 2021 è stato contrassegnato da un forte incremento delle quotazioni delle principali materie prime utilizzate per l’alimentazione animale, ma dei cereali in genere. Nel mese di gennaio[1] è proseguita, e si è anzi intensificata, la tendenza al rialzo che si era andata evidenziando, progressivamente, negli ultimi mesi del 2020 (fig. 1). Nel caso del mais, in particolare, i prezzi di gennaio hanno messo a segno una vera e propria impennata: le quotazioni a Milano del prodotto nazionale con caratteristiche sono cresciute del 9,4% rispetto al mese precedente, mentre il mais contratto 103 è cresciuto addirittura dell’11,1% (tab.1). Da notare come la tendenza all’aumento dei prezzi abbia quasi completamente eliminato le differenze tra le due diverse quotazioni, segno del prevalere della tendenza rialzista anche su elementi di differenziazione qualitativa. Il prezzo del prodotto nazionale ha così raggiunto i 210 euro;/t per il prodotto nazionale, i 221,5 euro;/t per il prodotto comunitario e i 231,1 euro;/t per il prodotto non comunitario. Le quotazioni Usa prese a riferimento sono salite da 144,3 a 166,5 euro;/t. Questi incrementi hanno riportato sul mercato nazionale le tendenze che si andavano evidenziando sul mercato mondiale e che sono ben rappresentate dall’andamento delle quotazioni Usa: nel solo mese di gennaio, dopo una tendenza molto chiara già evidenziata nei mesi precedenti (fig. 2), l’incremento delle quotazioni del prodotto US n.2 (quotazione cash del Kansas), è stato pari al 15,4%. Se si confrontano i prezzi di gennaio 2021 con quelli dello stesso mese del 2020, emerge una differenza positiva pari a una percentuale variabile tra il 17 e il 24%, considerando sia le quotazioni di Milano che quelle Usa.

Anche per la soia gli andamenti presentano un corso molto simile, soprattutto negli ultimi mesi, segno evidente di un cambiamento importante verificatosi sui mercati internazionali di tutte le principali materie prime agricole. Anche in questo caso a gennaio si è registrata un’impennata significativa dei prezzi nazionali, che ha sostanzialmente ripreso una analoga tendenza verificatasi sul mercato Usa, il principale Paese esportatore (fig. 3). Il prodotto nazionale quotato a Milano a gennaio è salito dell’11,4% rispetto a dicembre, con una variazione pari al 33,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Analogamente, il prodotto di origine estera è salito del 10,5% rispetto al mese precedente e del 30% rispetto allo stesso mese del 2020. In valore assoluto, le quotazioni sono ora arrivate appena al di sotto dei 490 euro;/t per il prodotto nazionale e appena al di sopra (493,5 euro;/t) per quello estero. La tendenza del mercato nazionale, come anticipato, anche in questo caso trasferisce sul mercato interno quanto si sta verificando sul mercato mondiale: le quotazioni del prodotto Usa a gennaio sono cresciute del 15,9% rispetto al mese di dicembre, e del 37,8% rispetto a gennaio 2020. Sulle cause di queste tendenze fortemente rialziste sui principali mercati mondiali delle materie prime, sembra abbastanza chiaro che esse siano generate da un significativo incremento degli acquisti sui mercati internazionali soprattutto da parte della Cina, anche come conseguenza della ripresa produttiva del settore suinicolo che si starebbe riprendendo dopo gli effetti della Peste suina africana.

Tab. 1 Prezzi medi mensili e settimanali ( euro;/t) del granoturco e della soia sul mercato nazionale e statunitense.

ProdottoPrezzo medio mensileVariazione %
dic-20gen-21gen 21/ dic 20gen 21/ gen 20
Mais
Nazionale – con caratteristiche (MI)1922109,417,5
Nazionale – contratto 103 (MI)18921011,120,7
Comunitario (MI)201,5221,59,921,5
Non comunitario (MI)212,4231,18,823,6
US no2 cash (Kansas, KS – Usda)144,3166,515,417,3
Soia
Nazionale (MI)439,5489,511,433,7
Estera (MI)446,5493,510,530
US no1 cash (Iowa, IA)351406,815,937,8

Fonte: elaborazioni Crefis su dati borsa merci Milano e Usda.

Filiera suinicola: l’andamento dei mercati

Il mercato dei suini e delle carni suine si presenta piuttosto stabile, all’inizio del 2021, a livelli alquanto depressi. Il mese di gennaio, d’altro canto, è notoriamente un mese nel quale i consumi tendono a ‘smaltire’ gli acquisti in genere più forti del periodo natalizio e il mercato, sia delle carni che dei suini pesanti da macello, ne risente. Le quotazioni del suino pesante da macello si sono attestate, nel mese di gennaio, a livelli solo leggermente superiori a quelli di dicembre (+2,3%) nonostante il prezzo medio oscilli a livelli relativamente bassi: solo 1,243 euro;/kg di peso vivo a gennaio. La variazione rispetto al mese di gennaio 2020 è pari a -26%, ma va ricordato che a gennaio 2020 il mercato, sia nazionale che europeo, stava beneficiando delle quotazioni sostenute determinate dalla forte domanda cinese sui mercati internazionali.

Per le ragioni stagionali, oltre che strutturali, sopra menzionate, nel mese di gennaio sono risultate piuttosto stabili anche le quotazioni dei tagli principali di carni suine fresche. La coscia fresca pesante è cresciuta solo dello 0,5% rispetto a dicembre, quella più leggera dello 0,6%. È risultato in forte calo, invece, il prezzo del lombo che ha risentito maggiormente del calo della domanda: -10,5% rispetto a dicembre 2020 e ben -15,7% rispetto al gennaio 2020.

Ancora in difficoltà il Parma, le cui quotazioni del prodotto stagionato non accennano a recuperare: la quotazione alla borsa merci di Parma segnala una stasi completa del prezzo, con un valore peraltro più basso, anche se solo del -2,5%, rispetto alle quotazioni già basse del gennaio 2020. In un contesto di mercato europeo e mondiale delle carni suine che sembra entrato in una nuova fase caratterizzata da una riduzione della domanda sul mercato internazionale, la crisi del nostro più importante prosciutto Dop, che potrebbe contribuire a sostenere la redditività della filiera nazionale, impedisce un recupero di redditività per l’intero settore.

Tab. 1 Prezzi medi mensili e settimanali di alcuni prodotti del comparto suinicolo nazionale.

ProdottoPrezzo medio mensileVariazione %
dic-20gen-21dic 21/ dic 20gen 21/ gen 20
Suini (Cun suini)
Suini da macello 160/176 Kg – circuito tutelato1,2151,2432,3-26
Tagli di carne suina fresca (Cun tagli)
Coscia fresca per crudo tipico 11-13 kg3,1583,1760,6-11
Coscia fresca per crudo tipico 13-16 kg3,7983,8160,5-11
Lombo taglio Padova3,483,113-10,5-15,7
Prosciutti stagionati (borsa merci Parma)
Prosciutto di Parma da 9,5 kg e oltre7,857,850,0-2,5

Fonte: elaborazioni Crefis su dati CUN suini da macello, CUN tagli di carne suina fresca e borsa merci Parma.

[1] In questo numero della rivista si commentano i dati relativi al solo mese di gennaio a seguito dell’anticipo della chiusura del numero prima della fine del mese di febbraio. Dal prossimo numero si riprenderà il commento dei dati dell’ultimo bimestre precedente alla chiusura del numero della rivista (febbraio e marzo, nel prossimo numero).

Foto: Pixabay

Gabriele Canali