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Non solo Milano: Expo 2015 anche a Piacenza

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Attirare un flusso nazionale e internazionale di visitatori di Expo 2015 di Milano e dirottarli sull’area piacentina per promuovere le eccellenze del territorio e coinvolgerli in iniziative culturali e sociali, affinché “si creino le condizioni per garantire una continuità di coinvolgimento precedente e successiva all’evento, si stimolino la creazione di nuove infrastrutture e si realizzino la valorizzazione e il potenziamento dei servizi alla comunità piacentina”.

è questo l’obiettivo del progetto ‘Piacenza per Expo 2015’: a spiegarlo è Silvio Ferrari, coordinatore del Gruppo di Lavoro di Confindustria per Expo 2015 e Presidente dell’Associazione Temporanea di Scopo sorta su Piacenza per la realizzazione del progetto ‘Piacenza per Expo 2015’. Il territorio prescelto è quello dell’area piacentina “per la prossimità geografica al sito espositivo, per l’importanza del territorio, per la ricchezza del proprio patrimonio artistico, culturale, enogastronomico e naturalistico e per la posizione di consolidato e indiscusso valore nella struttura economica e produttiva italiana, nell’innovazione e nella ricerca scientifica e tecnologica”.

Alla manifestazione internazionale, che concentrerà nell’arco di sei mesi molte iniziative espositive, incontri e dibattiti attirando, secondo le stime, 29 milioni di visitatori da tutto il mondo, Piacenza si presenterà con il pomodoro e con altre eccellenze agroalimentari. Il tema “Feeding the planet, energy for life” darà la possibilità al sistema agroindustriale italiano di presentarsi in tutta la sua importanza, enfatizzando in particolare i temi della sicurezza e della qualità alimentare. “L’Expo è un fatto nazionale, non milanese o romano – spiega Ferrari -. è un volano per l’economia del territorio e rappresenterà al meglio le eccellenze del settore dell’alimentazione italiana, oltre a essere un’opportunità di promozione. Dobbiamo sviluppare eccellenze e andare su tutto il territorio. L’obiettivo è coinvolgere imprese e territori nella realizzazione di progetti concreti che prima, durante e dopo Expo 2015 valorizzino il patrimonio industriale e culturale italiano, facciano dell’Italia una delle mete più ambite al mondo e rendano il modello di produzione e consumo italiano preferito soprattutto nell’alimentazione. Stiamo lavorando assieme ad altri gruppi, in particolare turismo e formazione nuove professionalità, per sviluppare contenuti associati. Questa è l’Expo che praticamente da oggi va al 2020, quando ci sarà la prossima edizione, e in mezzo c’è una generazione, forse di più, a cui dobbiamo pensare”.