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Biotecnologie, Copa-Cogeca: “Studio rivoluzionario, ora attuiamo il Green Deal”

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Dopo aver fatto chiarezza serve passare ai fatti: il Copa e la Cogeca accolgono con favore le conclusioni principali dello studio della Commissione europea riguardo le nuove biotecnologie agrarie e tecniche genomiche. Secondo le due organizzazioni, voce degli agricoltori e delle cooperative agricole europee, la relazione apporta chiarezza sul piano scientifico, specialmente in merito agli ambiziosi obiettivi fissati dalla strategia “Farm to fork”. Tuttavia adesso, per stare al passo con i concorrenti, servirà attuare il Green Deal nei tempi prestabiliti.

Lo studio della Commissione Europea

Le nuove tecniche genomiche forniscono strumenti reali e concreti per trovare soluzioni alle problematiche climatiche, ambientali e alimentari, presenti e future, con cui ci confrontiamo nell’Unione europea. In primo luogo lo studio fa marcia indietro rispetto alla sentenza emanata dalla Corte di Giustizia europea che equiparava le nuove tecniche genetiche ai tradizionali Ogm. Per la Commissione europea, queste nuove tecniche hanno il potenziale di contribuire a un sistema alimentare più sostenibile, con varianti più resistenti alle malattie e al cambiamento climatico, offrendo nel contempo soluzioni economicamente accessibili ad agricoltori e consumatori. La Commissione riconosce anche che queste nuove tecniche non possono essere incluse nello stesso quadro stabilito vent’anni fa per gli Ogm.

Il commento dell’esperto di Copa-Cogeca

Thor Gunnar Kofoed, presidente del gruppo di lavoro “Sementi” del Copa-Cogeca, ha affermato: “Riteniamo lo studio della Commissione uno studio rivoluzionario per gli agricoltori e le loro cooperative. Sono convinto, come molti dei miei colleghi, che possiamo raggiungere alcuni degli obiettivi principali del Green Deal, se nell’UE possiamo avere accesso a tecniche di mutagenesi semplici e precise. Gli agricoltori sono pronti ad impegnarsi a raggiungere gli obiettivi fissati dalla Commissione europea, in quanto sono i primi a subire l’impatto del cambiamento climatico”.

Le prossime tappe

In merito alle prossime tappe presentate dalla Commissione con la pubblicazione dello studio, Kofoed ha aggiunto: “Dobbiamo essere realisti, questo studio è solo il primo passo dopo tanti anni di dibattiti. La Commissione adesso intende lanciare un processo di consultazione e una valutazione di impatto sulla questione. Ciò richiederà tempo. Tempo che non riusciremo a recuperare se consideriamo la concorrenza a livello internazionale o l’avanzare del Green Deal. A fin dei conti, saranno gli agricoltori a pagare il prezzo di questa esitazione. Chiedo alla Commissione di impegnarsi con più forza e rapidità se crede nelle conclusioni della sua stessa relazione!”

Il Copa e la Cogeca concordano con lo studio della Commissione anche in merito alla constatazione che le nuove tecniche genomiche sono un insieme alquanto eterogeneo di tecniche e possono raggiungere risultati diversi, giacché non è possibile distinguere i prodotti vegetali ottenuti con l’ausilio di alcune nuove tecniche genomiche dalle piante selezionante in modo convenzionale. Ragion per cui, considerati i tempi stretti, le due organizzazioni esortano la Commissione europea, il Consiglio e il Parlamento europeo ad approvare le piccole modifiche normative necessarie per quelle tecniche di costituzione che prevedono semplici tagli di precisione, in modo da poter fare rapidi progressi nella costituzione vegetale a livello europeo per affrontare il cambiamento climatico.

Foto: fonte Pixabay