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Consumi, nel carrello degli italiani carne e bevande

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I primi mesi del 2021 sono ancora largamente influenzati dall’andamento della pandemia, fra restrizioni differenziate a livello geografico e timori per la diffusione delle nuove varianti virali, con turismo, ristorazione e spettacolo quasi azzerati. Nonostante il confronto con il 2020, anche quest’anno si è registrata una ulteriore forte crescita degli acquisti domestici per molti comparti. La spesa per i prodotti alimentari, infatti, dopo il +7,4% messo a segno nel 2020, si mantiene su livelli elevati anche nel primo trimestre 2021, registrando un incremento del 2,9% sul primo trimestre 2020, attestandosi su livelli superiori dell’11,7% rispetto al primo trimestre di un’annata regolare come quella del 2019. A rilevarlo è il nuovo report Ismea Mercati.

La ripresa della socialità e la libertà negli spostamenti sarà graduale e questo condizionerà ancora le spese domestiche che continueranno ad assorbire i consumi in precedenza effettuati fuori casa. Inoltre, lo smart working, che sta diventando un fatto strutturale, contribuirà a mantenere in ambito domestico  una parte dei consumi alimentari migrati dai canali extra-domestici. Questo comporterà che una fetta non trascurabile di pasti out of home resterà in casa, continuando a sostenere gli acquisti alimentari domestici, soprattutto nella prima metà di quest’anno.

Consumi

Nel primo trimestre 2021 emerge un quadro caratterizzato da nuove tendenze, opposte a quelle che si erano registrate ad inizio pandemia. Si osserva, infatti, che per la prima volta, sono i prodotti freschi sfusi a trainare la crescita dei consumi con un incremento del 3,7%, contro il +2,5% dei prodotti EAN.

Altro elemento da evidenziare è la crescita a due cifre degli acquisti delle  bevande: +13% contro il +1,7% dei generi alimentari. Anche in questo caso fa leva sulla tendenza il fatto che ad inizio pandemia il segmento delle bevande era stato “trascurato” a favore degli altri prodotti utili a garantire  le scorte in dispensa, e aveva segnato nel primo trimestre incrementi inferiori a quelli dei generi alimentari (+5,2% contro +7,2%). A trainare l’incremento di spesa in questo primo trimestre è soprattutto la voglia di “evasione”, sono infatti gli aperitivi, i vini e gli spumanti i prodotti cui il consumatore si sta interessando (rispettivamente +25% e +21% la spesa). Il 2021, nonostante il confronto con un’annata straordinaria come quella del 2020, ha visto una ulteriore forte crescita per molti comparti, in particolare bevande alcoliche e prodotti ittici.

La carne nel carrello degli italiani

Il comparto dei prodotti proteici di origine animale, dopo la ripartenza nel 2020 mette a segno un nuovo incremento nel primo trimestre del 2021, seppur con minore slancio (+1,3% le carni e +4,2% i salumi) e con alcuni segmenti in ripiegamento.  

Quello delle uova, che nel 2020 era stato il segmento più dinamico, con un +14,5% della spesa sul 2019, apre il 2021 con un atteso ripiegamento (-4,3%), i consumi domestici si attestano comunque su livelli notevolmente superiori a quelli dell’anno pre-Covid (+12% rispetto al primo trimestre 2019). 

Per le carni si può parlare di una discreta resilienza, grazie al protrarsi della conversione dei consumi “fuori casa” in consumi “in casa”, ma mentre per le carni suine e per quelle avicole la spesa si conferma  in lieve aumento (rispettivamente +1,4% e +1%), per le carni bovine, che in valore rappresentano il comparto con maggiore peso, si delinea un lieve ridimensionamento della spesa (-0,5%).

I salumi, nel primo trimestre 2021 continuano a registrare un buon andamento delle vendite, con  aumenti di spesa rispetto all’analogo periodo 2020 del 4,2%. A fare da traino i pre-affettati e porzionati disponibili nei frigo a libero servizio (che rappresentano ormai il 58% dei volumi acquistati dalle famiglie) le cui vendite sono aumentate del 5,4%, ma sono in recupero anche i freschi al banco servito: +2,4%. Tra i salumi il più acquistato in termini di volume resta il prosciutto cotto, la spesa per il quale segna un +1,3%, ed è sostenuta dal solo prodotto confezionato (+6,8%), mentre scende l’interesse per questo prodotto al banco (-5,1%). Il più dinamico è invece in questo trimestre il salame, proposto in assortimento potenziato in prossimità delle festività pasquali, che ha incrementato le vendite dell’8,4%, con vendite al banco “servito” che segnano +10,4%.

Il prosciutto crudo continua a riscontrare l’interesse dei consumatori con incrementi totali del 2,6% supportati sia dal banco del libero servizio (+2,1%) sia da quello servito (+2,9%). In netta flessione invece gli acquisti di carni conservate e surgelate, così come quelli di wurstel.

Canali di vendita

I supermercati si confermano la principale fonte di approvvigionamento delle famiglie con un incremento delle vendite del 2,4% rispetto al primo trimestre 2020, ma con fatturati che sono aumentati del 15% rispetto allo stesso periodo del 2019, cioè alla situazione precedente alla pandemia. I discount, con una quota del 14%, continuano a rappresentare la categoria in maggiore evoluzione: l’ampliamento continuo della rete l’esigenza di risparmio sempre più diffusa, hanno spinto l’incremento delle vendite nel primo trimestre al +6% rispetto al primo trimestre 2020. Ma già nel primo trimestre 2020 si registravano i primi effetti Covid, quindi per avere un’idea reale di incremento vendite rispetto alla norma, si deve di nuovo fare riferimento al primo trimestre del 2019, rispetto al quale i discount mettono a segno l’incremento più eclatante tra tutti i canali: +18%.

Una discreta crescita delle vendite è confermata anche per i negozi tradizionali, che mantengono nel primo trimestre 2021 la performance positiva, con un incremento delle vendite dell’8% (+15% rispetto al 2019). I liberi servizi sono l’unico canale a segnare un decremento delle vendite (-7%), dopo il recupero nelle prime fasi di restrizioni; questo canale sembra infatti aver perso appeal tra i consumatori.

Ancora sotto la media anche l’incremento delle vendite degli ipermercati, che chiudono il primo trimestre con un +1% mantenendo lo share del 24% tra i canali distributivi. Per questo canale uno studio di Mediobanca sui bilanci di esercizio evidenzia nell’ultimo decennio una perdita del fatturato del 18% per metro quadro di superficie di vendita. L’analisi della tendenza dei consumi complessivi (confezionati e sfusi) per area geografica evidenzia ancora una volta come il Nord Est faccia da traino alla crescita nazionale, con una variazione della spesa del +6,3%, decisamente più marcata di quella registrata nelle altre macro aree; segue il Sud con +2,3%, il Centro con +1,3% e il Nord Ovest con +1,0%.

Foto: fonte Pixabay