Home Ricerca Sostenibilità e innovazione nelle filiere agroalimentari: un nuovo progetto per diffondere agli...

Sostenibilità e innovazione nelle filiere agroalimentari: un nuovo progetto per diffondere agli agricoltori informazioni e buone pratiche

210
0

Ad oggi le aziende agricole sono di fronte a molteplici sfide ma anche a tante opportunità da cogliere. Infatti, con il nuovo corso stabilito dalla Commissione europea, attraverso il Green Deal e la connessa Strategia Farm to Fork, gli agricoltori vengono coinvolti in prima persona nella transizione verde, che intende rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero. La sostenibilità è dunque un tema chiave non più solo per il futuro, ma anche per il presente.

La nuova PAC, che entrerà in vigore nel 2023, si inserisce nella cornice del Green Deal e avrà un ruolo fondamentale nel guidare gli agricoltori europei verso l’adozione di modelli produttivi sempre più sostenibili. La PAC risulta compatibile con gli obiettivi del Green Deal e può dare il suo contributo in materia di protezione dell’ambiente, del clima e della biodiversità. Le aziende agricole sono quindi alla ricerca di informazioni e innovazione per potere sviluppare e ottenere sistemi produttivi che rimangano competitivi sui mercati ma che siano anche sostenibili, rispettosi dell’ambiente e del benessere degli animali; in sostanza sistemi capaci di produrre prodotti di qualità e ad alto valore nutrizionale, in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori e far fronte alle preoccupazioni della società.

All’interno di questo panorama si inserisce il progetto QuSosAZ, “Miglioramento della qualità e sostenibilità delle filiere agro-zootecniche della Lombardia”,finanziato grazie al PSR Lombardia 2014-2020, a valere sull’operazione 1.2.01 “Progetti dimostrativi e azioni di informazione”, promosso da Promocoop Lombardia, società di servizio di Confcooperative Lombardia. Il progetto si rivolge alle aziende agro-zootecniche della Lombardia, inserite principalmente all’interno delle filiere lattiero-casearie. La scelta di questo contesto deriva dalla sua rappresentatività e importanza nel panorama lombardo e dalla necessità di supportare le aziende in un processo di trasformazione verso modelli più produttivi, più sostenibili e di qualità.

Particolare importanza sarà data in questo progetto al sistema cooperativo che, in questo contesto, è l’attore principale. A livello di produzione cerealicola in Lombardia è presente il Distretto Cerealicolo lombardo, costituito da 17 cooperative con quasi 7000 soci produttori dislocati sull’intero territorio della pianura lombarda. Lavorare con le cooperative significa quindi ampliare l’impatto del progetto; il ruolo di Promocoop Lombardia, che si prefigge di implementare strategie e azioni di informazione e sviluppo, risulta quindi essere rilevante.

Obiettivo del progetto

L’obiettivo del progetto è di diffondere a tutti gli attori delle filiere agroalimentari della Lombardia buone pratiche agronomiche, informazioni e conoscenze all’avanguardia che siano utili alle aziende per migliorare le loro attività produttive. Il progetto si propone di sviluppare attività che partano dalla produzione cerealicola a quella zootecnica, fino alla fase di trasformazione e commercializzazione. Abbiamo visto come la nuova PAC voglia perseguire, in linea con il Green Deal e la Strategia Farm to Fork, gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale; uno dei nuovi strumenti che avrà a disposizione sono i regimi ecologici (eco-schemi). Tali regimi andranno a sostenere quegli agricoltori che mettono in atto buone pratiche agricole relative a clima, ambiente e benessere animale, incoraggiando così gli stessi ad adottare o mantenere pratiche benefiche per l’ambiente. Il progetto QuSosAZ intende diffondere queste buone pratiche, come agricoltura di precisione, benessere animale e agricoltura conservativa, fornendo così agli agricoltori conoscenze e informazioni per attuare la transizione verso sistemi produttivi sostenibili.

Considerando la produzione cerealicola, prima fase della filiera agro-zootecnica, il progetto pone l’attenzione in particolare alla coltivazione del mais in tutte le sue fasi fenologiche. Grazie alla collaborazione con il CREA, Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali di Bergamo, sono messe a disposizione competenze e risorse specialistiche a supporto delle azioni di informazione e dimostrazione di buone pratiche agricole relative al miglioramento delle produzioni cerealicole, con particolare riferimento alla prevenzione e controllo delle micotossine.

È noto che la pianta di mais durante tutto il suo ciclo colturale può essere attaccata da patogeni fungini che ne possono inficiare la qualità e la fitness. In particolare, patogeni fungini dei generi Fusarium e Aspergillus, presenti naturalmente negli areali di coltivazione del mais, possono attaccare la pianta sia durante la fase di fioritura che durante la maturazione inficiandone la resa e la qualità igienico sanitaria. Alcuni ceppi fungini sono micotossigenici, ossia capaci di produrre micotossine, prodotti secondari del metabolismo del fungo. Le principali micotossine presenti nella farina di mais, il cui accumulo è stato normato da regolamenti Ue, sono: fumonisine, zearalenone e deossinivalenolo, prodotte da funghi del genere Fusarium e aflatossina B1 prodotta da funghi del genere Aspergillus. Particolare attenzione deve essere posta per le aziende inserite nelle filiere lattiero-casearie al monitoraggio di aflatossina B1.

Altro tema di interesse su cui si svilupperà l’azione di diffusione del progetto QuSosAZ è il benessere animale, aspetto fondamentale della produzione zootecnica in virtù dei benefici generati per gli allevatori. Garantire standard elevati di benessere animale consente infatti un maggior apprezzamento dei prodotti da parte dei consumatori, una migliore gestione degli allevamenti, prodotti di migliore qualità e maggiore redditività per le aziende. Con il nuovo corso green dell’Ue, si è data una spinta alla realizzazione di un quadro normativo di riferimento chiaro e completo a livello europeo, per rendere maggiormente applicati i principi e gli standard di benessere animale. L’Ue sta quindi valutando la possibilità di creare una disciplina unitaria per un’etichettatura del benessere animale. In quest’ottica l’Italia si è fatta trovare pronta e già dal 2020 ha introdotto Classyfarm, un nuovo metodo di valutazione del benessere animale che sostituisce il metodo CReNBA. Questo passaggio è un’importante novità per gli allevatori, infatti Classyfarm è un sistema che permette un approccio integrato e la categorizzazione delle aziende zootecniche in funzione del rischio; raccoglie dati relativi non solo al benessere animale, ma anche relativi alla biosicurezza, a parametri sanitari e produttivi, all’alimentazione animale, al consumo di farmaci antimicrobici e alle lesioni rilevate al macello. Tutti i dati raccolti vengono poi sintetizzati in un indicatore numerico, che misura il livello di rischio dell’allevamento. Anche le buone pratiche per il benessere animale saranno sostenute dai regimi ecologici.

In questo panorama diventa dunque importante l’azione di divulgazione del progetto QuSosAZ. Azione di diffusione che, per quanto riguarda la produzione zootecnica, intende anche migliorare le conoscenze teoriche e applicative sulle innovazioni tecnologiche che possono essere adottate negli allevamenti di bovine da latte per migliorare produttività e gestione, come ad esempio l’utilizzo del robot di mungitura e di sistemi di monitoraggio della mandria. Inoltre, sempre per allinearsi con gli obiettivi del Green Deal europeo, verranno diffuse anche indicazioni su quali azioni intraprendere per ridurre l’impatto ambientale generato dagli allevamenti, come ad esempio buone pratiche per la gestione dei reflui zootecnici.

In sintesi, il focus del progetto è la diffusione di buone pratiche agricole per:

  • ridurre l’impatto ambientale delle produzioni agricole;
  • migliorare la qualità e le condizioni fitosanitarie delle produzioni agricole, con particolare riferimento al controllo dello sviluppo di micotossine in mais;
  • migliorare il benessere degli animali;
  • promuovere l’adozione di innovazioni tecnologiche per migliorare le performance produttive e la gestione delle filiere.

Finanziamento: Progetto QuSosAZ, “Miglioramento della qualità e sostenibilità delle filiere agro-zootecniche della Lombardia”,finanziato grazie al PSR Lombardia 2014-2020 Misura 1 “Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione”, Sottomisura 1.2 “Sostegno di attività dimostrative e azioni di informazione”.

di Chiara Lanzanova*1, Cecilia Balletta2, Cecilia Rizzo2, Nicola Pecchioni1, Sabrina Locatelli1

1CREA Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, sede Bergamo

2Promocoop Lombardia

Foto: Pixabay