Home Legislazione Pratiche commerciali sleali, inizia l’iter in Parlamento. Ma l’Ue sanziona l’Italia

Pratiche commerciali sleali, inizia l’iter in Parlamento. Ma l’Ue sanziona l’Italia

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Stop alle pratiche commerciali sleali. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che recepisce nell’ordinamento italiano la direttiva UE in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agroalimentare. Ma il decreto, che ora dovrà passare al vaglio delle Commissioni parlamentari, non salva l’Italia dalla procedura d’infrazione.

Cosa prevede la direttiva UE

Con il decreto approvato vengono infatti recepite nell’ordinamento italiano le norme finalizzate a disciplinare le relazioni commerciali e contrastare le pratiche commerciali sleali. Nel mirino gli scambi tra acquirenti e fornitori di prodotti agricoli ed alimentari, contrari ai principi di buona fede e correttezza, comprese quelle imposte unilateralmente da un contraente alla sua controparte.

Obiettivo del provvedimento è quello di razionalizzare e rafforzare il quadro giuridico vigente. La direzione è quella di una maggiore tutela dei fornitori e degli operatori della filiera agricola e alimentare. In primis sostenendo la trasparenza nei rapporti commerciali a cui venditori e acquirenti di prodotti agroalimentari dovranno attenersi prima, durante e dopo la relazione.

In particolare la direttiva introduce il livello minimo di tutela comune a tutta l’Unione europea. Inoltre, comprende un elenco di pratiche commerciali sleali vietate e un elenco di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della formalizzazione dell’accordo di fornitura.

Infine, cambia anche l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF). L’ente è stato designato autorità nazionale di contrasto, deputata a vigilare l’applicazione delle disposizioni che disciplinano le relazioni commerciali, i divieti stabiliti dalla direttiva e le relative sanzioni.

L’ICQRF sarà anche chiamato a collaborare con le Autorità di contrasto degli Stati membri e con la Commissione europea. Collaborerà, per la reciproca assistenza nelle indagini che presentano una dimensione transfrontaliera.

Il commento del ministro delle Politiche agricole

“È un provvedimento importantissimo che servirà a riequilibrare i rapporti di forza tra le parti negli scambi commerciali”, sottolinea il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. “Nei prossimi tre mesi – aggiunge – lo schema di legge dovrà essere sottoposto al parere delle commissioni parlamentari per poi essere approvato, in via definitiva, entro la fine dell’anno in Consiglio dei ministri”.

“Mi auguro che in questo lasso di tempo si potrà lavorare assieme per migliorare ulteriormente il testo, con l’obiettivo di rafforzare maggiormente la posizione contrattuale della parte più debole, fissando per legge dei criteri capaci di assicurare un ”equo prezzo” al produttore agricolo. Ad esempio – osserva il ministro – ritengo che debba essere sempre sanzionata come pratica commerciale sleale la vendita di prodotti agricoli e alimentari a prezzi inferiori rispetto a quelli di produzione”

“La legge delega sulla base della quale il Governo ha predisposto lo schema di decreto legislativo, purtroppo – spiega Patuanelli – non ci ha consentito di poter raggiungere questo obiettivo. Infatti, il Parlamento nella delega ha previsto il divieto solo per le ipotesi di vendita di prodotti agricoli a prezzi inferiori del 15% rispetto al costo di produzione”. “Ne ho parlato anche ieri in Consiglio dei Ministri ed abbiamo tutti assunto l’impegno di eliminare questo riferimento alla quota del 15%, se il Parlamento, in sede di parere o con emendamenti, si pronuncerà in tal senso”, conclude.

Le reazioni del settore agroalimentare

“È una svolta storica per combattere le speculazioni dal campo alla tavola, visto che oggi per ogni euro speso dai consumatori meno di 15 centesimi vanno agli agricoltori”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “Ridarà fiducia e stabilità agli operatori e al mercato”, fa sapere invece il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Filiera Italia lo considera “un passo di trasparenza e competitività sana a tutela dell’intera filiera”. Plaude anche la Flai Cgil, convinta che il provvedimento andrà a tutelare non solo le imprese ma anche i lavoratori. Un testo innovativo, infine secondo Assica.

Foto: © hopsalka_Fotolia