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Carni avicole, settore in crescita: +6% il consumo procapite

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Maggiore attenzione all’ambiente e al benessere degli animali, spiccato orientamento verso il prodotto e il taglio naturale ed elevata fidelizzazione del cliente, sono alcune tra le prospettive che interessano il settore delle carni avicole che Ismea ha presentato a Fieravicola, nell’ambito della tavola rotonda “Il futuro del mondo agricolo tra innovazione e convenienza”, organizzata da Gdo week e Mark up.

I numeri della crescita

Un settore in forte crescita. Tra i numeri che meglio rappresentano lo stato di salute del comparto in Italia, basti citare il +5% del fatturato dell’industria e il +6% del consumo procapite. Ma ad aumentare è anche il numero degli allevamenti (+16%), la vendita di carni fresche (+8,6%) e di elaborati (+30%). I consumi di prodotti avicoli sono quelli che nel quinquennio registrano i maggiori incrementi tra tutti i proteici.

La domanda domestica in tempo di Covid

Le vendite di carne avicola nel 2020 nel canale retail hanno visto un aumento in volume del 7,7% rispetto al 2019, con una spesa superiore ai 2,2 miliardi (+10% rispetto al 2019). La crescita delle vendite retail di carni avicole durante il lockdown ha superato quella di salumi, ittici e carni bovine. Maggiormente acquistate le carni avicole elaborate fresche +11,7% e i petti +7,7%.

Nei primi sette mesi del 2021 si rileva un leggerissimo ridimensionamento degli acquisti rispetto all’eccezionale 2020 (-0,3%). A sostenere le vendite ancora le carni elaborate (+5%) e la fesa di tacchino che in parte sopperisce alla lieve flessione dei petti di pollo.

Il profilo del consumatore di carni avicole

In piena crisi pandemica il consumatore giovane, single, con reddito alto è quello che più mostra interesse per la carne avicola, incrementando i suoi acquisti fino al +26%, contro il +5% delle famiglie «mature». Nel 2021 il consumatore giovane conferma la sua maggiore elasticità di scelta rispetto alle altre categorie anagrafiche e mostra la maggiore contrazione d’acquisto (-12%). L’incremento dei consumi continua invece a coinvolgere le famiglie mature (+9%) e le coppie di anziani (+3,5%).

Il grado di consapevolezza sul prodotto

Di contro, evidenzia sempre l’Ismea sulla scorta di un’indagine Cawi condotta sul consumatore, permane, in particolare per le carni, una carenza conoscitiva negli aspetti relativi alla fase allevamento: solo il 7% degli intervistati sa che i polli e i tacchini sono allevati a terra, il 60% pensa che ancora esistano allevamenti in gabbia e il 32% non sa nulla a riguardo.

Foto: Pixabay