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Giornata antispreco, Assalzoo: non penalizzare mangimistica nell’uso di ex prodotti alimentari per favorire produzione energia

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In occasione della nona Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, oggi 5 febbraio, Assalzoo – Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici si unisce alla campagna di sensibilizzazione per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile. Al contempo, l’Associazione vuole sottolineare l’importanza del rispetto della gerarchia Food-Feed-Fuel. Ricorda, pertanto, che i co-prodotti e gli ex-prodotti alimentari che ne hanno le caratteristiche devono essere valorizzati in primo luogo dalla stessa industria alimentare o in alternativa da quella mangimistica, in un’ottica di reale circolarità, e solo ove ciò non fosse possibile destinarli in via secondaria alla produzione di energia.

La mangimistica è circolare per natura e per questo, nel settore agro-zootecnico-alimentare, si è affermata come uno dei comparti più attivi ed efficienti in termini di economia circolare. Ogni anno sono oltre otto milioni le tonnellate di co-prodotti, ex-prodotti dell’industria alimentare o prodotti non più destinati al consumo umano che tornano a nuova vita nel circuito alimentare come input produttivi per gli alimenti destinati alle specie animali compresi gli animali da compagnia. Prodotti residuali come, ad esempio, quelli della lavorazione della macinazione del frumento, come la crusca, dello zucchero, come le polpe di barbabietole e il melasso, dell’estrazione dell’olio semi, come le farine e le buccette di soia, della produzione della birra, come le trebbie, dell’industria casearia, come il siero di latte, o come tanti prodotti alimentari ritirati dalla distribuzione per motivi commerciali, sono integrati nel ciclo che porta alla produzione di carne, uova, latte, pesce e loro derivati. In questo modo, grazie a un modello virtuoso di efficienza produttiva, attraverso il ruolo della mangimistica, il settore agroalimentare e il settore zootecnico contribuiscono alla riduzione degli sprechi e alla sostenibilità ambientale.

Un sistema virtuoso che potrebbe essere messo ora in pericolo grazie a un’opportunità sostenuta da un contesto normativo che fa riferimento alle disposizioni del Green Deal europeo e del Pnrr, che lega i finanziamenti e gli incentivi alle imprese a pratiche di sostenibilità che favorirebbero il dirottamento di questi residui dell’industria alimentare per un utilizzo come input per la produzione di energia all’interno delle stesse unità produttive da cui derivano. Un siffatto impiego sarebbe, però, in totale contrasto con una tendenza ormai da anni consolidata a livello europeo per cui i prodotti provenienti dal circuito alimentare devono essere prioritariamente impiegati per l’uso alimentare o mangimistico e, si ribadisce, solo se ciò non fosse possibile destinarli alla produzione di energia.

Assalzoo ritiene che sia da scongiurare il rischio di una competizione tra produzione alimentare/mangimistica e produzione di energia, ma sostiene un modello economico di circolarità. La gerarchia Food-Feed-Fuel non può quindi essere vanificata o messa in pericolo da un sistema di finanziamenti che premia le imprese impegnate nella produzione di energia a partire da materiali riutilizzabili per il consumo alimentare umano o animale. In questo modo si sottrarrebbe una grossa quota di risorse all’industria mangimistica, un comparto che già deve far fronte alla carenza di approvvigionamenti di materie prime agricole di cui l’Italia è fortemente deficitaria.