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G20 ministri Agricoltura, no a misure restrittive a danno del settore agroalimentare

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I ministri dell’Agricoltura dei Paesi del G20 rilanciano l’impegno a tutela del settore agroalimentare. Nel corso della riunione straordinaria in videoconferenza sull’emergenza coronavirus, i rappresentanti dei venti governi hanno ribadito che l’adozione delle misure per il contenimento dei contagi non deve pregiudicare la filiera agroalimentare e il settore primario. La loro azione è all’insegna della cooperazione per assicurare una fornitura di cibo adeguata alle esigenze nazionali, senza dimenticare lo spirito di solidarietà. 

La lotta al virus non deve interferire con la continuità produttiva e l’operatività del settore agroalimentare. L’ha ricordato anche la ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova che ha sottolineato la necessità di “lavorare per evitare restrizioni commerciali non giustificate dall’emergenza e garantire che i mercati siano aperti, trasparenti e prevedibili”.

Il settore agroalimentare deve essere protetto da limitazioni non giustificate da cui i prezzi sui mercati internazionali potrebbero subire alterazioni e quindi compromettere la sicurezza alimentare. Le misure anti-CoVid-19 devono essere mirate, proporzionate, trasparenti e temporanee. In accordo con le norme del Wto non devono creare barriere al commercio né alla filiera agroalimentare. Sul punto i ministri del Commercio del G20 hanno sottoscritto un impegno alla trasparenza, a riferire alla stessa organizzazione mondiale le misure che abbiano ricadute sulle attività commerciali. 

In ogni caso, all momento – come rilevato dal Sistema di informazione del mercato agricolo del G20 – la fornitura globale di cibo è adeguata e i mercati versano in una condizione di equilibrio. 

Rinforzare strumenti per contrasto a malattie zoonotiche

Tra le sfide che i Paesi hanno di fronte c’è anche quella di garantire la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori della filiera, oltre a permettere loro di potersi spostare. Quello della mobilità della forza lavoro è un tema aperto anche nel dibattito nazionale. Un aspetto della crisi che “stiamo affrontando” – ha detto Bellanova – con il tentativo di mettere in atto “meccanismi per facilitare e sostenere le assunzioni di lavoratori”.

Non è mancato un richiamo all’approccio One Health per la tutela della salute umana e animale e la difesa dell’ambiente. La richiesta dei rappresentanti dei governi è di rafforzare il sistema di monitoraggio, allerta precoce, prevenzione, rilevazione, risposta e controllo delle malattie zoonotiche e di sviluppare linee guida internazionali su misure igieniche e di sicurezza più rigide. 

I venti ministri hanno sottolineato inoltre l’importanza del contrasto agli sprechi alimentari, con la necessità di evitare perdite di cibo lungo la filiera, un fattore che potrebbe aggravare l’insicurezza e i rischi per la nutrizione mondiale. 

L’invito alla cooperazione tra gli Stati è esteso anche al settore privato, sempre allo scopo di mettere a punto risposte rapide e innovative per frenare gli effetti della pandemia sul settore agroalimentare. E sono chiamate in causa anche le diverse organizzazioni internazionali attive in questo ambito, dalla Fao all’Ocse per la difesa della sicurezza alimentare, la condivisione delle buone pratiche, l’assistenza e la tutela della sostenibilità, la promozione di ricerca, innovazioni e investimenti responsabili.

Foto: Pixabay