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Agricoltura, cresce il fatturato: +6,4%. Tutti i dati dell’Annuario Crea

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Cresce l’agricoltura italiana e si conferma volano per il Made in Italy. Rispetto al 2020 il fatturato del comparto registra un +6,4%, mentre l’industria alimentare migliora del 7,6%, in aumento anche rispetto ai livelli pre-pandemia (+2,5% sul 2019). A rivelarlo è il nuovo Annuario dell’Agricoltura Italiana del Crea, il Consiglio per la ricerca e l’analisi dell’economia agraria, giunto alla sua LXXV edizione, che analizza l’andamento e l’evoluzione del sistema agro-alimentare nazionale.

“Così come 75 anni fa il primo volume rifletteva il momento straordinario affrontato dal Paese dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, allo stesso modo anche quest’ultimo, dedicato al 2021, restituisce un’immagine vitale dell’agricoltura nazionale, di fronte alle molte sfide di questo millennio”, commenta Carlo Gaudio, presidente del Crea.

L’agricoltura si conferma protagonista all’interno della filiera agro-alimentare. Indiscusso anche il contributo dell’agricoltura alla bioeconomia (+11% circa rispetto al 2020), di cui il primario e l’industria alimentare rappresentano quasi il 60% della produzione e il 69% di occupati.

Dal punto di vista strutturale si segnala la massiccia fuoriuscita di aziende dal settore (-30%) in particolare di piccola e piccolissima dimensione. In calo quelle sotto un ettaro che rappresentano circa il 21% del totale nel 2020 contro l’oltre 30% del decennio precedente. Al contrario, aumentano le aziende da 50 ettari in su (dal 2,8% a oltre il 4,5%) e di conseguenza crescita la superficie agricola utilizzata (Sau) media aziendale da 8 a 11 ettari.

I dati sugli scambi commerciali

Sul fronte degli scambi con l’estero anche nel 2021 si conferma positivo il valore del saldo commerciale: le esportazioni superano per la prima volta il valore dei 50 miliardi di euro (+11,3%), di cui i prodotti del  Made in Italy rappresentano più del 73% del totale (+9,5% sul 2020).

L’Italia continua a detenere all’interno dell’Unione europea il primato dei prodotti di qualità certificata DOP/IGP, che contano 316 prodotti agroalimentari e 526 vini, con risultati record in termini di valore della produzione e delle esportazioni, che hanno raggiunto rispettivamente gli 8 miliardi di euro (+9,7%) e la cifra record di 4,4 miliardi (+12,5%). Inclusi i vini, il valore supera i 19 miliardi di euro rappresentando il 21% sul fatturato dell’agro-alimentare nazionale. Primato anche per il biologico con 2,2 milioni di ettari coltivati, che collocano l’Italia tra i primi paesi produttori in Europa: 17,4% della sau nazionale a fronte del più contenuto 9,1% della media Ue.

“A livello europeo l’Italia agricola cresce, ma meno di altri Paesi e perde la leadership del valore aggiunto che deteneva da 8 anni”, dichiara Stefano Vaccari, direttore generale del Crea. “Rimane comunque elevata la capacità delle aziende agricole italiane di produrre valore: delle quattro maggiori agricolture europee Francia, Italia, Germania e Spagna, un ettaro italiano continua a produrre più del doppio del Valore aggiunto di tutti gli altri Paesi. Straordinario rimane l’apporto delle attività connesse agricole, che con oltre 12,5 miliardi di euro nel 2021 si confermano strategiche per l’intera agricoltura nazionale, costituendo un quinto dell’intera produzione lorda vendibile italiana”.

L’impegno per l’ambiente

Dal punto di vista ambientale le emissioni agricole rappresentano l’8,6% del totale delle emissioni nazionali, in aumento del 4,2% rispetto al 2019. Tuttavia nel lungo periodo (1990-2020) si è registrata una diminuzione delle emissioni del settore superiore all’11%. Nel 2021 si segnala un aumento sia del numero degli impianti di biogas che dei metri cubi prodotti di biogas e biometano in Italia: circa 2 miliardi di standard metri cubi di biometano e oltre 40 milioni di tonnellate di biomasse agricole.

Stabile al 20% il peso delle attività di diversificazione dell’agricoltura sul valore della produzione con un contributo pari a 12.520 milioni di euro nel 2021, in netta ripresa dopo le grandi difficoltà legate alla pandemia. Le aziende diversificate sono circa il 5,7% del totale e l’attività più diffusa si conferma l’agriturismo che interessa quasi il 38% delle aziende con attività connesse; seguita dal contoterzismo attivo (14,5% del totale delle aziende con attività connesse). La produzione di energia da fonti rinnovabili fa segnare una crescita del 200% delle aziende in dieci anni.

Si conferma rilevante la spesa pubblica per il settore agricolo: poco superiore ai 12 miliardi di euro (+10,8% rispetto all’anno precedente). Dall’Ue provengono i due terzi (67%) di questo sostegno, mentre i fondi nazionali coprono il 19% e quelli regionali il restante 14%.