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Indice FAO, a gennaio calano ancora i prezzi alimentari

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Continua il calo dei prezzi mondiali del cibo. Per il decimo mese consecutivo l’indice di riferimento dei prezzi delle materie prime alimentari dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) è diminuito, registrando una media di 131,2 punti a gennaio, lo 0,8% in meno rispetto al mese precedente e il 17,2% in meno rispetto a marzo 2022. Lo si apprende dal Cereal Supply and Demand Brief della FAO del 3 febbraio 2023, in cui si specifica che a trainare il calo sono gli indici dei prezzi degli oli vegetali, dei latticini e dello zucchero, mentre quelli dei cereali e della carne sono rimasti sostanzialmente stabili.

L’indice mondiale degli oli vegetali mostra un calo del 2,9% a gennaio, quello dei prodotti lattiero caseari dell’1,4% mentre lo zucchero è sceso dell’1,1% rispetto a dicembre.

I cereali in particolare, riporta la FAO, restano sostanzialmente stabili su base mensile ma in aumento di oltre il 4,8% rispetto a un anno fa: seppur con un calo dei prezzi del grano del 2,5%, l’abbondante produzione australiana e russa, la forte richiesta di export dal Brasile e i timori per la siccità in Argentina hanno provocato un aumento dei prezzi del mais mentre il riso è salito del 6,2% su base mensile a causa di disponibilità più limitate e all’aumento della domanda interna dei paesi esportatori.

Le previsioni sul calo della produzione di cereali, nel 2022 a 2.765 milioni di tonnellate, l’1,7% in meno rispetto al 2021, si riflettono anche nelle previsioni di calo del commercio internazionale dei cereali, trainato al ribasso dalla diminuzione del 3,3% della produzione di cereali secondari. La probabile espansione della superficie delle aree di raccolta del grano invernale nell’emisfero settentrionale, guidata dagli alti prezzi del grano, potrebbe essere ostacolata dagli alti prezzi dei fertilizzanti, che possono influire sui tassi di applicazione con implicazioni negative per i raccolti. Gli impatti del conflitto in Ucraina ridurranno le piantagioni di grano invernale del 40% mentre i bassi prezzi interni potrebbero stimolare una riduzione delle piantagioni di grano nella Federazione Russa, il più grande esportatore mondiale di grano.

L’indice di riferimento dei prezzi delle materie prime alimentari dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) tiene traccia delle variazioni mensili dei prezzi internazionali dei prodotti alimentari comunemente scambiati sui mercati internazionali.