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Marchio benessere animale, per Consiglio Ue deve remunerare oneri a carico di allevatori

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Prosegue il lavoro delle istituzioni europee sull’etichettatura relativa al benessere animale. Il Consiglio dell’Unione europea ha invitato la Commissione a presentare una proposta su un marchio unico per gli alimenti prodotti da animali allevati nel rispetto di standard più elevati di quelli già previsti dall’Ue. Con queste conclusioni, approvate dai 27 ministri dell’Agricoltura dei Paesi Ue in seno all’Agrifish del 15-16 dicembre, l’Unione fa un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione di uno degli obiettivi presentati nella Strategia Farm to Fork. Il benessere animale è infatti considerato un presupposto per accrescere i livelli di sostenibilità della zootecnia. “Una grande opportunità per migliorare ulteriormente le condizioni della fase allevatoriale, per fornire ai consumatori informazioni più chiare e complete e per migliorare la competitività delle imprese che decideranno di aderirvi”, secondo la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

Il tema incontra infatti il favore dei consumatori. Da alcuni sondaggi condotti in Europa è emerso l’apprezzamento della disponibilità di informazioni sulle condizioni di benessere animale e quindi della possibilità di sostenere, mediante l’acquisto, requisiti più elevati relativi alle condizioni degli animali. Il marchio è inoltre riconosciuto come uno strumento per comunicare maggior valore lungo la filiera, quindi anche un’occasione di profitto per i produttori.

Nelle sue conclusioni il Consiglio Ue ha inoltre chiesto che il marchio includa progressivamente tutte le specie di bestiame per il loro intero ciclo di vita, fino al trasporto e alla macellazione – due aspetti su cui l’Autorità per la Sicurezza alimentare sta fornendo pareri scientifici. Inoltre i ministri hanno chiesto che sia garantita l’interazione con i marchi già esistenti. La legislazione europea e dei Paesi membri è già avanzata, come dimostra il caso italiano con il sistema ClassyFarm.

Alimentazione animale e benessere

Nel documento Farm to Fork, parte integrante della nuova politica ambientale europea definita nel Green Deal, la Commissione europea ha indicato la necessità di migliorare il benessere animale, un aspetto già regolato accuratamente dall’attuale legislazione. Poter disporre di allevamenti in cui viene sempre garantito il massimo del benessere significa poter fornire una produzione zootecnica di qualità e sicura che possa anche contribuire alla sostenibilità ambientale. 

L’alimentazione animale ricopre un ruolo essenziale su questo fronte e infatti il perseguimento del benessere animale è uno dei cinque obiettivi posti da Fefac, la Federazione tra i Produttori europei di mangimi, nella sua Carta per la Sostenibilità. Con mangimi sicuri, di qualità e nutrienti si può assicurare, insieme ad altre risorse, il benessere animale, migliorare la produttività degli allevamenti e anche ridurre il bisogno di ricorrere a farmaci e antibiotici. In questo modo si contribuisce alla lotta all’antibiotico-resistenza, un’altra delle sfide che coinvolgono tutti i portatori di interesse nel settore della sanità animale e di quella pubblica compresi i settori produttivi.

Con il marchio sufficienti incentivi a produttori

L’impegno della Commissione definito nella strategia Farm to Fork è quello di riesaminare la normativa sul benessere animale, ampliarne la portata e rendere più semplice la sua applicazione. Inoltre è assunto l’impegno a prendere in considerazione “opzioni per l’etichettatura relativa al benessere degli animali per una migliore trasmissione del valore lungo la filiera alimentare”. Lo scorso 19 ottobre il Consiglio Ue ha approvato le sue conclusioni sulla Strategia ribadendo ancora una volta l’invito alla Commissione a valutare l’impatto di un quadro normativo relativo a questo tipo di etichettatura. Con l’ultimo Agrifish, invece, i 27 ministri dell’Agricoltura hanno invece invitato la Commissione Ue a presentare la proposta sul marchio. Una proposta che dovrebbe tener conto di alcune considerazioni. I rappresentanti dei governi hanno sottolineato la necessità di assicurare una migliore remunerazione per i produttori e in particolare per gli allevatori che sosterranno ulteriori sforzi per adeguarsi al nuovo quadro giuridico. Pertanto l’auspicio è che la Commissione accompagni il nuovo regime di etichettatura con sufficienti incentivi per i produttori.

Il marchio dovrà poi tener conto delle specificità dei singoli Paesi e definire criteri raggiungibili da ogni Stato per poter utilizzare il marchio stesso, senza penalizzare i Paesi già dotati di una legislazione più rigorosa dei requisiti giuridici dell’Ue, riducendo il più possibili ulteriori oneri amministrativi.

Con ClassyFarm un approccio unitario tra sanità e produzione

L’Agrifish ha sottolineato l’utilità dell’istituzione di un sottogruppo di esperti da parte della Commissione, con il compito di individuare e analizzare i sistemi di certificazione già esistenti nei Paesi Ue e di valutarne l’impatto sul benessere animale. L’Italia è da tempo impegnata su questo fronte, come sottolineato dalla stessa ministra Bellanova, con un approccio integrato tra sanità e zootecnia: “Stiamo facendo un grande sforzo organizzativo per integrare le informazioni contenute nelle banche dati sanitarie con quelle zootecniche sulle performance produttive, perché solo in questo modo sarà possibile misurare simultaneamente tutti questi aspetti”. 

“Per raggiungere questo obiettivo il ministero della Salute ha messo a punto il sistema ClassyFarm che, una volta integrato con i dati zootecnici, potrà essere utilizzato non solo per la certificazione, ma anche come fondamentale supporto alla fornitura di servizi di consulenza aziendale sempre più qualificati e puntuali”, ha spiegato Bellanova. Il sistema ClassyFarm, categorizzando gli allevamenti in base al rischio, permette di valutare il benessere animale, la biosicurezza, il consumo di farmaci e la nutrizione nelle aziende zootecniche. Il sistema si basa, dunque, sulla collaborazione tra allevatori e autorità competenti.  



Foto: Pixabay

 

redazione