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Made Green in Italy: approvato lo schema per i mangimi

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di Lea Pallaroni, Direttore Generale Assalzoo

Assalzoo è lieta di annunciare che lo scorso giugno il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha approvato le Regole di categoria di prodotto “Mangime per animali destinati alla produzione di alimenti”.

Il progetto si basa, come da bando del ministero, sullo sviluppo delle regole di prodotto per il calcolo dell’impronta ambientale (PEFCR) approvate nell’aprile del 2018 dalla Commissione europea. Si tratta di una metodologia armonizzata a livello europeo per misurare in modo completo le prestazioni ambientali della produzione di mangimi, considerando 16 diverse categorie di impatto.

Made Green in Italy

Il Ministero, battendo sul tempo tutti gli altri Stati Membri, ha sviluppato il “Made Green in Italy” (DM 56/2018) con l’obiettivo di fornire alle realtà nazionali un sistema per valorizzare sul mercato i prodotti italiani con buone/ottime prestazioni ambientali, basando la valutazione su un sistema scientificamente robusto e mettendo a disposizione degli operatori un logo per rendere riconoscibili e promuovere i prodotti, in un momento in cui l’attenzione alla sostenibilità ambientale da parte dei consumatori è molto alta.

La quantificazione delle prestazioni ambientali di un prodotto si basa su uno studio PEF (Product Environmental Footprint) che può essere sviluppato ex novo a livello italiano solo nel caso in cui non sia già esistente a livello europeo.

La strategia europea

Facciamo un passo indietro e guardiamo a come è nato il progetto PEF (Product Environmental Footprint) a livello europeo. PEF è stata lanciata come iniziativa dalla Commissione europea nell’ambito della Comunicazione sul mercato unico dei prodotti verdi nel 2013 invitando i diversi settori, tra cui quello alimentare, a partecipare alla fase pilota sviluppando regole di categoria per prodotti specifici come metodo comune di misurazione delle prestazioni ambientali. Invito che è stato raccolto da FEFAC (la Federazione europea dei produttori di mangimi) che ha iniziato a lavorare con il supporto delle Associazioni nazionali alla predisposizione delle PEF che sono state approvate nel 2018 e che attualmente sono in fase di revisione minore.

Sebbene l’attenzione alla sostenibilità ambientale sia piuttosto alta, risulta ancora difficile passare dalle tematiche di quotidiana attenzione – approvvigionamenti e sicurezza alimentare – a quelle relative all’impatto ambientale. Proprio per agevolare la base associativa, Assalzoo ha organizzato uno specifico training sulle PEF con gli esperti che hanno predisposto il progetto a livello europeo.

RCP Mangime per animali destinati alla produzione di alimenti

Assalzoo dopo aver partecipato al bando del MASE per lo sviluppo delle Regole di prodotto ha avviato il progetto con la collaborazione di DSS+.

Secondo la normativa nazionale, nel caso in cui esista una PEF approvata a livello europeo, la metodologia utilizzata non può discostarsi da quest’ultima. Tuttavia, evidenziati al ministero alcuni limiti della PEF europea, è stato possibile apportare alcune modifiche al fine di fornire un sistema più rispondente alle necessità del settore.

È opportuno evidenziare che la PEF europea considera una formula media predisposta sulla base dei consumi aggregati europei, non tenendo conto delle specificità di ciascuna categoria di animali e tanto meno delle diversi fasi fisiologiche. Gioco forza quando si confronta un mangime con il dato medio vi sono categorie di prodotti che risultano sempre registrare performance migliori e altri che risultano sempre peggiori, proprio per la caratteristiche intrinseche del mangime legate alla necessità di soddisfare determinati fabbisogni nutrizionali.

Con le modifiche introdotte nel modello italiano si è potuto sopperire in parte ad alcuni di questi aspetti negativi, andando a scorporare il prodotto rappresentativo in più sottocategorie sulla base della loro funzione. In particolare, le RCP sviluppate da Assalzoo sono state presentate in 5 formule: bovini; avicoli da carne (broiler e tacchini), avicoli da uova (ovaiole), suini e pesci.

Sebbene le modifiche apportate rendano più rispondente il modello sviluppato, è evidente che vi è una limitazione di fondo data dal fatto che la valutazione viene effettuata esclusivamente sulla unità dichiarata, ossia su 1 tonnellata di mangime composto, conferito al sito di allevamento. Si valuta pertanto il prodotto e non si tiene conto della fase successiva della filiera, e quindi non si considera l’efficienza del prodotto sulla fase di allevamento. Un uso improprio del modello sviluppato potrebbe portare a confrontare prodotti che non hanno la medesima efficienza produttiva e hanno quindi diversi indici di conversione, andando così a identificare come mangimi ad impatto minori, prodotti che se analizzati nella completezza della filiera sarebbero, invece, qualitativamente minori. Per ridurre al minimo questi bias, è stato deciso di lavorare solo in un ristretto intervallo di contenuto proteico per cercare di standardizzare quanto più possibile i prodotti per renderli confrontabili tra loro. Superfluo evidenziare che un mangime composto è molto di più del semplice titolo proteico.

RCP in ambito zootecnico

Con l’approvazione delle RCP per il “Mangime per animali destinati alla produzione di alimenti” Assalzoo ha fornito ulteriore tassello per la filiera zootecnica che annovera già alcune RCP quali: Formaggio Grana Padano DOP, Formaggio Provolone Valpadana DOP, Carni bovine, fresche o refrigerate, Carni suine, fresche o refrigerate, Foraggio a base di erba medica e Prosciutti crudi DOP. Le RCP in corso di validità possono essere consultate sul sito del Ministero https://www.mase.gov.it/pagina/rcp-corso-di-validita

Certificazioni LCA

La predisposizione delle RCP mangime rientra in una strategia di attenzione alla sostenibilità ambientale che Assalzoo promuove verso i propri associati. Abbiamo voluto cogliere l’opportunità fornita dal Ministero, pur consapevoli che il successo dell’iniziativa dipenderà molto dalle dinamiche di mercato che potrebbero far propendere gli operatori verso altri sistemi di certificazione.