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Studio: analizzato genoma del grano duro del Mediterraneo

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Per la prima volta è stato analizzato il genoma del grano duro coltivato in 21 paesi del Mediterraneo. A condurre lo studio, come riporta il sito World Grain, è stato un gruppo di scienziati spagnoli, che ha esaminato la relazione esistente tra alcune variabili genetiche e le caratteristiche fenotipiche di questa coltura.

Durante la ricerca, gli esperti hanno studiato il genotipo – la costituzione genetica di un organismo – e il fenotipo – l’insieme delle caratteristiche morfologiche e funzionali di un organismo, derivanti dall’espressione del suo genotipo e delle influenze ambientali – del grano duro del Mediterraneo. In particolare, i tratti fenotipici studiati includevano diversi elementi: periodo di fioritura, biomassa, resistenza alla siccità, struttura delle foglie, fotosintesi, proteine, resa e componenti del rendimento. L’obiettivo dell’indagine era quello di stabilire quali caratteristiche genetiche fossero state decisive nell’espressione di particolari tratti fenotipici, in relazione sia al miglioramento genetico, sia all’adattamento di questa coltura alle condizioni ambientali connesse al cambiamento climatico globale.

Gli scienziati hanno anche suddiviso il grano duro in cinque sottopopolazioni genetiche. Una era costituita da una cultivar moderna, mentre le altre quattro erano strettamente legate alle loro origini geografiche: Mediterraneo orientale, Mediterraneo occidentale, Balcani orientali e Turchia e Balcani occidentali ed Egitto. Gli autori spiegano che il grano duro coltivato nell’area Mediterranea, dove le condizioni climatiche sono moderatamente secche e soleggiate, è principalmente usato per produrre la pasta e la semola. Questo cereale viene coltivato da migliaia di anni, e con il tempo si è differenziato in diverse varietà locali, che si sono sviluppate attraverso l’impiego di pratiche agricole tradizionali o per la mancanza dell’influenza di pratiche agricole moderne.

 

Foto: Pixabay

red.