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Più latte prima dello svezzamento? Non serve

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Raddoppiare la razione quotidiana di latte nell’alimentazione delle vitelle migliora la crescita degli animali nei primi 3 mesi di vita, dopo i quali non produce però più un vantaggio significativo. A svelarlo è uno studio condotto all’Università di Guelph (Canada) e pubblicato sul Journal of Dairy Science, che dopo lo svezzamento non ha rilevato vantaggi interessanti né in termini di peso corporeo o di crescita scheletrica né in quelli di età al primo parto o di rese nella produzione di latte.

Lo studio ha previsto l’assegnazione a vitelle da latte appena nate di una di due possibili alimentazioni; una prevedeva l’assunzione di 4 litri di latte intero al giorno, l’altra di ben 8 litri al giorno. Ne è emerso che la quantità di latte nell’alimentazione neonatale non influenza l’età al primo parto o i parametri della produzione di latte. Le vitelle che ricevevano 8 litri di latte al giorno consumavano meno acqua e meno mangime per lo svezzamento; quest’ultimo dettaglio era associato a un pH più elevato nel rumine, con conseguente riduzione della possibilità di acidosi subacuta. Inoltre a 56 giorni di vita questi animali pesavano ed erano cresciuti di più, ma queste differenze tendevano a svanire tra i 3 e i 12 mesi di vita.

“Questi dati – concludono i ricercatori – suggeriscono che i convenzionali programmi di alimentazione con latte intero [fino a 4 litri al giorno] sono sufficienti per la nutrizione neonatale di vitelle da latte allevate in un ambiente isolato, areato meccanicamente e controllato”

 

Foto: © Mexrix – Fotolia.com

 

Silvia Soligon