Home Economia Agricoltura, a giugno costi di produzione restano bassi

Agricoltura, a giugno costi di produzione restano bassi

853
0

Anche a giugno i costi per la produzione agricola risultano più bassi rispetto allo scorso anno. Lo comunica l’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), secondo cui le spese sostenute quest’anno da agricoltori e allevatori nazionali sarebbero inferiori a quelle del 2015. Lo dimostra la flessione dell’Indice dei prezzi dei mezzi correnti di produzione, che a giugno si attesta su 105,1 (base 2010 = 100), evidenziando una diminuzione di 1,8 punti percentuali su base annua, anche se il valore è rimasto stabile rispetto al mese precedente.

Secondo l’istituto, il calo è influenzato dalla riduzione delle quotazioni dei prodotti energetici, che perdono il 10,5% rispetto a un anno fa, malgrado la ripresa mostrata negli ultimi due mesi, in seguito al lieve incremento del prezzo del petrolio. Mostrano una flessione anche i listini dei fertilizzanti e dei fitosanitari, rispettivamente del 2,5% e dell’1,2%. Diminuisce leggermente anche il prezzo dei mangimi, sceso dello 0,6%, a fronte di un moderato incremento dei capi di allevamento, pari all’1,3%.

L’Ismea evidenzia che sono soprattutto le aziende del settore vegetale a trarre vantaggio della riduzione dei prezzi degli input produttivi. Il confronto con i costi sostenuti l’anno scorso rimane, infatti, favorevole: si è registrato un aumento del 3,3% rispetto a giugno 2015, anche se a livello mensile la crescita si ferma allo 0,3%. Appare significativo anche il risparmio per le imprese specializzate in cereali e in semi oleosi, che beneficiano di una contrazione dei costi del 4,3% su base annua. Nel complesso gli allevatori sono interessati da una riduzione annua dei costi più moderata, pari allo 0,5%.

Infine, l’Istituto rileva che la variazione acquisita dei prezzi dei mezzi correnti di produzione per l’intero 2016 resta in territorio negativo. Il confronto con il dato medio 2015 evidenzia un calo dell’1,1% per l’indice generale e del 2,2% per le coltivazioni. Resta pressoché nulla, invece, la variazione acquisita calcolata per l’Indice per i prodotti zootecnici, pari a meno 0,2%.

 

Foto: Pixabay

red.