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Mercato agroalimentare, fino al 2020 prevista crescita annuale del 2,6%

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Fino al 2020 il mercato agroalimentare globale dovrebbe crescere a un ritmo sostenuto, pari a un Cagr (tasso di crescita annuale composto) del 2,6%. È quanto emerge dall’analisi “Global Agribusiness Market 2016-2020” pubblicata dalla società britannica di consulenza e ricerca tecnologica Technavio.

Secondo il rapporto, attualmente la crescita del mercato agroalimentare procede a rilento. Tuttavia, tra il 2016 e il 2020 dovrebbe accelerare, grazie all’aumento della richiesta di cibo da parte delle persone che vivono nelle città. “L’urbanizzazione, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ha determinato un aumento del numero di persone che per soddisfare il proprio fabbisogno alimentare, dipendono da altre, come gli agricoltori – afferma Mantri Charan Kumar, analista di Technavio -. Nel periodo considerato, la domanda globale di cibo dovrebbe aumentare del 2% l’anno, soprattutto grazie all’apporto delle economie in via di sviluppo”.

Il settore dei cereali dovrebbe costituire il principale segmento del mercato agroalimentare mondiale. In particolare, il grano e il riso dovrebbero rappresentare i due cereali più importanti per la nutrizione umana. “La produzione di cereali è cresciuta fin dall’inizio della rivoluzione agricola, e rappresenta la chiave per nutrire la popolazione umana in aumento – spiega l’azienda britannica -. Diverse regioni, come l’Africa e l’Europa, stanno facendo enormi sforzi per aumentare la produzione di cereali attraverso l’irrigazione di terreni aridi. Il mercato dei cereali dovrebbe quindi crescere a un Cagr dell’1,01%”.

È previsto anche l’incremento della produzione di semi oleosi, che dal 2014 cresce a un tasso annuo dell’1,5%. I semi di soia rappresentano la coltura più diffusa e costituiscono il 54% del mercato dei semi oleosi. Quest’ultimo, secondo l’indagine, dovrebbe crescere a un Cagr dell’1,42% fino al 2020. “Con una quota del 33,75%, gli Stati Uniti rappresentano il primo produttore mondiale di semi oleosi, seguiti dal Brasile con il 31,15% – afferma Technavio -. Si stima che dal 2024 la Cina e l’Unione Europea, insieme, dovrebbero importare il 72% dei semi oleosi prodotti nel mondo. La maggior parte dovrebbe provenire dalle Americhe, in particolare da Usa e Brasile: ciascun paese dovrebbe fornire circa un terzo delle esportazioni mondiali”.

 

Foto: Pixabay

redazione