Home Economia Rapporto Fao: nel 2014 produzione cerealicola a 2.458 milioni tn

Rapporto Fao: nel 2014 produzione cerealicola a 2.458 milioni tn

279
0

Le condizioni meteorologiche in vari paesi e le tensioni politiche nella regione del Mar Nero hanno reso i mercati alimentari più volatili. A segnalarlo è la Fao nel nuovo Food Outlook (Prospettive Alimentari). Nelle sue prime anticipazioni per il 2014, la Fao prevede una produzione cerealicola di 2.458 milioni di tonnellate (compreso il riso lavorato), un calo di circa il 2,4 per cento rispetto alla produzione record del 2013, anche se la produzione globale dovrebbe ancora essere in termini di quantità la seconda mai registrata.

 

Il calo è probabile sia più pronunciato per i cereali secondari. Tuttavia i livelli delle scorte rimangono abbastanza buoni. Gli analisti non ritengono ci sia motivo di preoccupazione in questa fase iniziale, prima che abbiano inizio le principali stagioni produttive del 2014/2015 – con il presupposto però che i flussi commerciali non siano influenzati negativamente dalle tensioni nella regione del Mar Nero. Nel complesso, le scorte mondiali di cereali dovrebbero rimanere a livelli relativamente rassicuranti, secondo il rapporto, la pubblicazione semestrale che fornisce informazioni sulla situazione del mercato a breve termine e le prospettive per i principali generi alimentari.

 

Prezzi più bassi e le condizioni climatiche causate da El Niño potrebbero mantenere bassa la produzione mondiale di riso, soprattutto in Asia. In Tailandia, un’attenuazione dei prezzi alla produzione potrebbe essere il fattore principale di una contrazione della semina e della produzione di riso. Mentre la produzione potrebbe essere inferiore, il commercio internazionale nel 2014 potrebbe espandersi a livelli record, sostenuto dalle ampie riserve nei paesi esportatori e dall’aumento degli acquisti da parte di importatori tradizionali, come il Bangladesh, l’Indonesia e le Filippine. La fattura delle importazioni alimentari a livello mondiale nel 2014 potrebbe stabilizzarsi a 1.290 trilioni di dollari, ma quelle dei prodotti di origine animale sono destinate a salire, sostenute dall’aumento dei volumi commerciali e dei prezzi, secondo il rapporto.

 

Foto: Pixabay

Redazione