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Mangimi, agroalimentare e finanza: Cargill è “produzione responsabile”

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Conta  142 mila dipendenti in 65 Paesi, tra Nord e Sud America, Europa, Africa e Asia. Opera in 70 diverse aree di attività nei settori dell’industria, dell’alimentazione, dell’agricoltura e della finanza e, con un fatturato annuo pari a 130 miliardi di dollari, è la seconda azienda a livello mondiale in ambito mangimistico dopo la thailandese Charoen Pokphand, che detiene il primo posto, e prima della cinese New Hope Group, che si attesta al terzo posto. Sono i numeri di Cargill, multinazionale leader del settore agroalimentare, fondata a Minneapolis (Usa) nel 1865.

 

Le attività dell’azienda – Diverse sono le attività del gruppo. Si va dall’agricoltura – con la produzione e la distribuzione di sementi, semi oleosi e altre materie prime destinate alle aziende alimentari e alla nutrizione animale, alla fornitura di prodotti e servizi agricoli ad agricoltori e allevatori – al settore alimentare – con la fornitura di ingredienti per cibi e bevande – passando per il settore della finanza – l’azienda  fornisce infatti a clienti del settore agricolo, alimentare, finanziario ed energetico soluzioni finanziarie e di gestione del rischio nei mercati globali. Tante attività per un unico obiettivo, spiegano dall’azienda: “Distribuire alimenti in tutto il mondo in modo responsabile, ridurre l’impatto ambientale e migliorare le comunità in cui viviamo e operiamo”.

 

Tanti partner, un solo obiettivo – Fornire alimenti per la popolazione mondiale in continua crescita, senza dimenticare di salvaguardare il pianeta, aiutando gli agricoltori a produrre maggiori quantità di cibo in modo più sostenibile e sviluppare metodi più efficaci per trasferire il cibo dalle aree più fornite a quelle con maggiori difficoltà. Se diversi sono i partner con cui Cargill si trova a collaborare – dalle aziende, ai governi, alle organizzazioni non-governative – l’obiettivo è uno solo, spiegano dall’azienda: favorire lo sviluppo economico sostenibile promuovendo una filiera produttiva responsabile. “Riteniamo – spiegano dall’azienda – che una filiera responsabile debba rispettare le persone e i diritti umani, produrre alimenti salutari e sicuri, trattare gli animali con umanità, incoraggiare le tecniche agricole più responsabili – tra cui collaborare a stretto contatto con gli agricoltori per aumentare i raccolti in modo sostenibile – e ridurre l’impatto ambientale, proteggendo il territorio e conservando le risorse limitate”. 

 

Dal mangime alla tavola – Il settore mangimistico ricopre un’importanza prioritaria all’interno del gruppo. A occuparsene è la divisione Cargill Feed Nutrition: “Ogni anno in tutto il mondo arriviamo sulle tavole di oltre 400 milioni di persone – spiegano dall’azienda -. Con il mangime per bovini da carne nutriamo 75 milioni di persone. Con il mangime per bovini da latte 95 milioni di persone, con quello per suini 81 milioni di persone, con quello per pesci 23 milioni di persone, con il mangime per avicoli, infine, nutriamo 150 milioni di persone”. Per un totale, appunto, di 400 milioni di persone. 

 

In Italia da 52 anni – Fondata negli Usa 149 anni fa, l’azienda è presente in Europa dal 1953 e in Italia dal 1962, con la divisione Cargill Italia, attualmente presieduta da Silvio Ferrari, che è anche amministratore delegato della Business Unit Italiana Cargill Animal Nutrition, leader nella produzione di nutrimenti per animali di allevamento e affezione. In seguito alle recenti acquisizioni Cargill Italia conta oggi circa 792 dipendenti e 12 sedi, e può vantare il 20° posto tra le aziende agroalimentari presenti sul territorio nazionale, con 1.135 milioni di dollari di fatturato e 876 dipendenti. Diverse le attività svolte dalla divisione italiana: si va dal commercio di cereali e semi oleosi, alla gestione del rischio in agricoltura, alla produzione e vendita di nutrimenti per alimentazione animale, passando per i servizi di consulenza per alimentazione animale, la produzione e vendita di dolcificanti e amidi, la produzione di olii tropicali e grassi, addensanti alimentari, cacao e cioccolato. 

 

Miriam Cesta