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Paesi in via di Sviluppo pronti a “trainare” la produzione zootecnica mondiale

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Il consumo dei principali prodotti agricoli, trainato dall’incremento demografico, da redditi più elevati, dall’urbanizzazione e dal cambiamento delle abitudini alimentari, aumenterà più rapidamente in Europa orientale e in Asia centrale, seguite dall’America Latina e da altre economie asiatiche. Lo rivela il nuovo rapporto congiunto FAO/OCSE The OECD-FAO Agricultural Outlook 2013-2022.

 

La quota di produzione globale proveniente dai paesi in via di sviluppo continuerà ad aumentare, via via che gli investimenti nei rispettivi settori agricoli restringeranno il divario di produttività con le economie avanzate. Si prevede che nel corso dei prossimi 10 anni i paesi in via di sviluppo rappresenteranno l’80 per cento della crescita della produzione globale di carne, e che da qui al 2022 saranno responsabili di buona parte della crescita del commercio, ad esempio della maggior parte delle esportazioni mondiali di cereali, riso, semi oleosi, oli vegetali, zucchero, carne bovina, pollame e pesce.

 

Per riuscire ad ottenere una quota di questi benefici economici, i governi dovranno investire nel settore agricolo per incoraggiare l’innovazione, aumentare la produttività e migliorare l’integrazione nelle catene di valore aggiunto, sottolinea il rapporto.

 

Le politiche agricole dovranno affrontare la volatilità intrinseca dei mercati delle materie prime con migliori strumenti di gestione dei rischi, garantendo nello stesso tempo l’uso sostenibile della terra e delle risorse idriche e riducendo la perdita e lo spreco di cibo.

 Foto: Pixabay

Cosimo Colasanto