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Produzione in aumento nel 2011,pesano i prezzi inaumento delle materie prime

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Nel 2011 la produzione di mangimi in Italia è stata pari a 14 milioni e mezzo di tonnellate (14.522.000 tonnellate) in aumento dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente (14.265.000 tonnellate nel 2010). Sono i dati presentati venerdì a Bologna nel corso dell’Assemblea annuale di Assalzoo, l’Associazione nazionale dei produttori di alimenti zootecnici.



Nel 2011 si è registrato un aumento del fatturato per il settore del 13,5 per cento, con valori assoluti che sono passati dai 6,65 mld di euro del 2010 ai 7,55 mld del 2011. Un dato che, tuttavia, nasconde fattori che hanno inciso profondamente sui profitti del settore: in primo piano c’è stato l’aumento record dei prezzi delle materie prime, che nel 2011 sono cresciuti in media del 17 per cento rispetto al 2010. I cereali (mais, orzo e grano), in particolare, hanno raggiunto quotazioni record con rialzi sul mercato del 35 per cento. Negli ultimi due anni gli incrementi hanno superato il 60 per cento, con un duro contraccolpo sui costi di approvvigionamento per i produttori al quale si sono aggiunti gli incrementi del costo del lavoro (+7 per cento circa negli ultimi due anni) e quelli di energia, trasporti e tasse. Lo scenario economico non positivo e la forte volatilità dei prezzi hanno irrimediabilmente eroso i ricavi dei mangimisti italiani che, a fronte di un aumento della produzione e del fatturato, hanno dovuto ridurre i margini per evitare di trasferire su allevatori e industria alimentare – e quindi in definitiva sui consumatori italiani – il costo della crisi.



Nel dettaglio, il 2011 ha visto un aumento della produzione di mangimi per l’alimentazione di bovini (+2 per cento), pari a 3.755.000 tonnellate, e dei suini (+ 6,8 per cento), pari a 3.460.000 tonnellate. Praticamente stabili i mangimi per l’avicoltura che hanno registrato un lievissimo decremento (-0,5 per cento) con una produzione totale di 5.700.000 tonnellate.



Il valore delle esportazioni nel 2011 è cresciuto del 12,4 per cento (254 milioni di euro), quello delle importazioni ha fatto segnare +4,1 per cento, pari a 655 milioni di euro, con un saldo negativo di 401 milioni di euro che segnala ancora una volta la forte dipendenza dell’industria italiana nell’approvvigionamento dall’estero.

 

Foto: Pixabay

co.col.