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Peste suina africana, focus sulla prevenzione durante Conferenza Ministeriale a Bruxelles

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Le misure per prevenire la diffusione della peste suina africana (Psa) in Europa sono state al centro della Conferenza Ministeriale sul tema: “Eradicazione della peste suina africana in EU e gestione a lungo termine delle popolazioni di cinghiali”, che si è svolta a Bruxelles il 19 dicembre 2018. Lo riferisce il Ministero della Salute, precisando che durante l’incontro sono state presentate le esperienze del Belgio e della Repubblica Ceca, che sono stati colpiti dalla malattia. In particolare, i due Stati membri hanno descritto le iniziative messe in atto per gestire le carcasse e illustrato alcune caratteristiche ecologiche del virus nei casi di contagio dei cinghiali.

È stata inoltre evidenziata la necessità di migliorare la cooperazione tra le componenti agricole, sanitarie e ambientali e di definire una strategia di gestione, efficace e a lungo termine, della popolazione dei cinghiali, compatibile anche con le norme ambientali. In particolare, è stata incoraggiata l’adozione di piani d’intervento volti a ridurre significativamente la densità dei cinghiali, che dovrebbero essere adottati non solo nelle aree già infette, ma anche in quelle indenni – come l’Italia continentale.

Il Ministero aggiunge che il 20 dicembre, dopo la Conferenza di Bruxelles, si è svolta presso la Direzione generale della sanità animale una riunione a cui hanno partecipato i massimi esperti nazionali in tema di Psa, per mettere a punto un piano di sorveglianza su tutto il territorio nazionale e per adottare il nuovo piano di eradicazione della malattia in Sardegna – dove la malattia è presente sin dal 1978, senza mai varcare i confini dell’Italia continentale.

Dal 2014 la peste suina africana si è diffusa in diversi Paesi dell’Est dell’Unione Europea e in numerosi Paesi africani, oltre che in Russia, Ucraina, Moldova e Cina. La malattia si trasmette per contatto diretto con altri animali infetti, oppure indirettamente, attraverso attrezzature e indumenti contaminati. Ma anche tramite la somministrazione ai maiali di scarti di cucina, pratica vietata dai regolamenti europei ormai dal 1980. Per questo motivo, il Ministero sottolinea che i viaggiatori che transitano o rientrano ciclicamente in Italia, provenienti da aree in cui la malattia è presente, possono rappresentare veicoli inconsapevoli di trasmissione del virus agli animali attraverso pratiche igieniche o di smaltimento di rifiuti alimentari non corrette.

Per prevenire la diffusione del virus, il Ministero della Salute invita quindi a osservare le seguenti precauzioni:
– non portare in Italia, dalle zone infette comunitarie, prodotti a base di carne suina o di cinghiale (come carne fresca e carne surgelata, salsicce, prosciutti, lardo, salvo che i prodotti non siano etichettati con bollo sanitario ovale);
– non portare in Italia prodotti a base di carne suina o di cinghiale, freschi o surgelati, salsicce, prosciutti, lardo da Paesi extra-europei;
– smaltire i rifiuti alimentari, di qualunque tipologia, in contenitori idonei e non somministrarli per nessuna ragione ai suini domestici;
– non lasciare rifiuti alimentari in aree accessibili ai cinghiali;
– informare tempestivamente i servizi veterinari del ritrovamento di un cinghiale selvatico morto.

Inoltre, ai cacciatori si raccomanda di:
– pulire e disinfettare le attrezzature, i vestiti, i veicoli e i trofei prima di lasciare l’area di caccia;
– eviscerare i cinghiali abbattuti solo nelle strutture designate;
– evitare i contatti con maiali domestici dopo aver cacciato.

Infine, gli allevatori devono rispettare i seguenti accorgimenti:
– rispettare le norme di biosicurezza, in particolare cambiare abbigliamento e calzature quando si entra o si esce dall’allevamento;
– scongiurare i contatti anche indiretti con cinghiali o maiali di altri allevamenti;
– notificare tempestivamente ai servizi veterinari sintomi riferibili alla Psa ed episodi di mortalità anomala tra gli animali.

Foto: Pixabay

redazione