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Insetti, potenziale fonte di proteine per l’alimentazione animale

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Gli insetti potrebbero efficacemente sostituire le tradizionali fonti proteiche utilizzate per la produzione di alimenti per animali. Lo afferma William Stiles, ricercatore presso l’Institute of biological, environmental and rural sciences (Ibers) dell’Università di Aberystwyth (Regno Unito), secondo cui per soddisfare la crescente domanda di carne da parte della popolazione mondiale, destinata a raddoppiare entro il 2050, occorre individuare nuovi fonti di proteine da utilizzare nella produzione dei mangimi.

Secondo l’esperto, l’impiego degli insetti potrebbe arrecare numerosi vantaggi. Innanzitutto, spiega che esistono circa 2.000 specie di insetti commestibili in tutto il mondo. Fra queste, quelle ritenute più adatte alla produzione di alimenti per animali sono diversi tipi di vermi (come Tenenbrio Molitor, Zophobas Morio e Alphitobus diaperinus) e le larve della mosca soldato nera (hermetia illucens) o della mosca domestica (Musca domestica). Diverse ricerche hanno dimostrato che la mosca soldato nera e la mosca omestica hanno elevati tassi di riproduttività: la prima può deporre circa 1.000 uova, e i nuovi nati diventano adulti nel giro di 38 giorni; mentre la mosca domestica può produrre da 500 a 2.000 e avere un ciclo larvale che dura 5-6 giorni. In entrambi i casi, se la colonia dovesse subire delle perdite, l’allevamento potrebbe tornare produttivo in tempi piuttosto ridotti.

Il dottor Stiles evidenzia, inoltre, che l’impiego degli insetti nei mangimi al posto delle farine vegetali potrebbe aiutare a salvaguardare l’ambiente. L’allevamento degli insetti richiede, infatti, tra il 50 e il 90% in meno di terra per chilogrammo di proteine, rispetto alle fonti proteiche tradizionali. Pertanto, entro il 2050 potrebbe consentire di dimezzare le emissioni inquinanti prodotte dal settore zootecnico.

Per quanto riguarda il profilo nutrizionale, l’esperto ricorda che uno studio condotto su 78 specie di insetti commestibili ha evidenziato che la digeribilità delle proteine che vi erano contenute variava dal 76% al 98%. Inoltre, il contenuto di aminoacidi essenziali variava dal 46% al 96%, superando la soglia del 40% fissata dalla Fao per determinare se un alimento può essere considerato “di alta qualità” dal punto di vista nutrizionale. Gli insetti commestibili sono anche ricchi di grassi, con un rapporto tra acidi grassi saturi e acidi grassi insaturi inferiore al 40%, e hanno un alto contenuto di minerali importanti come potassio, calcio e magnesio.

Lo specialisti comunica, infine, che in un sondaggio condotto nell’ambito del progetto “ProteInsect”, il 72,6% delle persone ha affermato che sarebbe disposto a mangiare pesce e carne di maiali o di polli che sono stati nutriti con mangimi contenenti proteine derivate dagli insetti. Inoltre, il 65,8% ha espresso l’opinione che le larve di mosca rappresentino una fonte proteica adeguata per gli alimenti destinati all’alimentazione animale. Questo dimostra che, anche se il consumo diretto di insetti da parte degli esseri umani non è ancora ben accetto, l’utilizzo degli insetti per nutrire gli animali viene invece ben visto.

Foto: © ramirezom – Fotolia 

 

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