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Riflessioni sulla sicurezza del pet food

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Il pet food, come tutte le tipologie di mangimi, è normato da leggi restrittive che regolamentano ogni aspetto della filiera produttiva: dall’impiego delle materie prime (vegetali ed animali) e degli additivi, alle varie fasi della produzione per finire all’immissione in commercio e all’uso.
Il quadro normativo risulta quindi ben strutturato e diversificato per i vari aspetti da considerare a tutela della salute animale, dell’uomo e del rispetto dell’ambiente.

Sicurezza ed Igiene dei mangimi
Il Reg. CE n. 178/2002 sulla sicurezza alimentare definisce un “mangime” come tutto ciò che entra a far parte di un alimento per animali, reddito o da compagnia. I mangimi e gli additivi ricadono in normative specifiche e sono prodotti esclusivamente in stabilimenti autorizzati in base alla natura ed alle caratteristiche che li contraddistinguono. Gli operatori autorizzati, a loro volta, devono ricevere e consegnare solo a fornitori e clienti autorizzati poiché parte attiva della filiera mangimistica; in caso contrario, sono passibili tutti di sanzioni. Tale indirizzo è stato ben esplicitato diversi anni fa dal Ministero della Salute nelle Linee Guida applicative del Reg. CE n. 183/2005 sull’igiene dei mangimi ed in note ministeriali a chiarimento, da cui si deduce che anche i depositi e le piattaforme logistiche ricadono in questa norma malgrado possano essere già autorizzate ai sensi del Pacchetto igiene alimentare (Regg. CE n. 852 e 853/2004). Solo i venditori al dettaglio di pet food sono esclusi.
Gli operatori autorizzati (riconosciuti o registrati) sono iscritti in elenchi nazionali consultabili, suddivisi per Regione e per tipologia di attività. Tali elenchi sono disponibili per ogni Stato membro e pubblicati sul sito dell’UE. Il quadro autorizzativo e la conformità al Reg. CE n. 183/2005 mostrano l’applicazione di buone prassi di produzione mediante manuali HACCP aziendali e di settore, in cui la definizione ed il rispetto di parametri specifici testimoniano il raggiungimento di importanti obiettivi di sicurezza e di qualità sanitaria. Ricordiamo che ogni mangime immesso in commercio deve essere “sano, genuino, di qualità leale, adatto all’impiego previsto e di natura commerciabile”.

Sostanze indesiderabili
Come i prodotti destinati al consumo umano, anche i mangimi sono controllati al fine di evitare livelli di sostanze indesiderabili tali per cui possa essere messa in pericolo la salute animale. I contaminanti che oramai affliggono la piramide alimentare derivano dall’eccessivo inquinamento ambientale piuttosto che da eventi accidentali. Le diverse sostanze indesiderabili ed i relativi tenori massimi eventualmente presenti sono normati a livello UE per materie prime di varia natura ma anche per tipologia di mangime (semplice, completo o complementare): questo è importante poiché la soglia di attenzione viene fissata sul potenziale intake giornaliero. I tenori massimi sono stabiliti a seguito di pareri scientifici dell’Autorità europea per la Sicurezza alimentare (EFSA) ed in seguito pubblicati con atti normativi a livello comunitario. Anche i prodotti importati devono rispettare questa normativa che, in alcuni casi, è ancora più stringente di quella per alimenti destinati al consumo umano.

Importazioni di pet food
Ai sensi della normativa in vigore, tutte le marche commercialmente disponibili di pet food indipendentemente dalla loro provenienza sono costituite da ingredienti sicuri, adatti all’alimentazione degli animali da compagnia. I prodotti importati da Paesi terzi devono essere conformi alle normative comunitarie, accompagnati da specifici certificati sanitari che ne attestino la sicurezza sanitaria e provenire da stabilimenti autorizzati dalle Autorità competenti, iscritti in elenchi ufficiali pubblicati sul sito della UE. Malgrado gli importatori siano responsabili dell’immissione in commercio sul territorio nazionale e comunitario, i prodotti sono monitorati attraverso il Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi (RASFF) prima dell’entrata in UE. Tutto questo per evitare potenziali rischi che potrebbero affliggere la salute animale e dell’uomo.

Sottoprodotti di origine animale
Un sottoprodotto animale idoneo alla produzione di pet food deve appartenere alla categoria 3 e ricadere nell’elenco definito dal Reg. UE n. 1069/2009, che include ciò che deriva dalla filiera food e può entrare nella filiera feed, anche solo per scelta commerciale. Tutte le materie prime di origine animale (fresche o trasformate) devono provenire da animali allevati e dichiarati idonei alla macellazione per consumo umano dalle Autorità sanitarie competenti; non possono quindi essere utilizzate carcasse di animali morti o malati perché tale pratica è vietata. Medesimi requisiti per i prodotti ittici derivanti dall’industria alimentare. Le materie prime sono controllate prima di entrare in stabilimento e mantenute in condizioni igienico-sanitarie tali per cui non comportano rischi per l’animale nè contaminazione della catena produttiva. Anche in questo caso, tutti gli operatori devono essere autorizzati.
Le “famigerate” farine, dette anche proteine animali trasformate o disidratate, sono sicure perchè derivano da materiali di categoria 3 e fornite da stabilimenti che attuano metodi autorizzati. Possono essere impiegate come materia prima o come “intermedio di lavorazione” se miscelate ad ingredienti e lavorate per produrre un pet food completo o complementare, a seconda degli obiettivi nutrizionali prefissati. La scelta dell’utilizzo di farine rispetto a materiale fresco dipende dalla tipologia di prodotto finito (secco o umido) e dalla tecnologia di produzione dello stabilimento.
In sintesi, indipendentemente dallo stato fisico di una materia prima, solo “ingredienti” sicuri dal punto di vista sanitario partecipano alla ricetta di un pet food e saranno sottoposti ai trattamenti termici previsti dal Reg. UE n. 142/2011, in grado di stabilizzarlo microbiologicamente e renderlo adatto all’alimentazione animale per un lungo periodo, equivalente ai 2-3 anni dei prodotti commercializzati. E’ il caso del pet food umido o in conserva, in lattine, pouche e bustine, e del pet food secco, in diverse forme di crocchette o snack.

 

Foto: Pixabay

Francesca Russo