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Alghe, insetti e legumi: possibile alternativa alle fonti proteiche tradizionali

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Il fabbisogno mondiale di proteine potrebbe essere soddisfatto ricorrendo ad alghe, insetti e legumi. Ne sono convinti i dirigenti dell’azienda alimentare e mangimistica Bühler Holding AG di Uzwil (Svizzera), secondo cui in futuro questi ingredienti potrebbero le sostituire le fonti proteiche tradizionali.

L’azienda evidenzia che entro il 2050 serviranno 265 milioni di tonnellate di proteine in più all’anno per nutrire la popolazione mondiale in crescita. Per questo motivo, è impegnata a finanziare la ricerca di metodi innovativi, capaci di sfruttare le potenzialità di fonti proteiche alternative. In particolare, la Bühler collabora con il Politecnico federale di Zurigo nello sviluppo di tecniche di coltivazione, estrazione e trasformazione di proteine che possono essere prodotte in modo più sostenibile rispetto alla carne e ai latticini.

Nell’ambito dello studio, sono stati selezionati per i loro buoni profili nutrizionali gli insetti, le alghe e i legumi. In particolare le microalghe – come la Chlorella e la Spirulina – e gli insetti appaiono molto promettenti perché non entrano in concorrenza con le colture agricole già esistenti. Inoltre, si sviluppano rapidamente.

Secondo gli esperti, nel breve periodo la domanda sarà soddisfatta, per la maggior parte, dai legumi. Nel lungo termine, invece, saranno alghe e insetti ad avere il maggior potenziale. Per il momento, l’azienda ha destinato il 40% dei finanziamenti allo sviluppo di progetti riguardanti i legumi, il 20% agli studi relativi alle alghe e il 40% agli insetti. I primi ingredienti dovrebbero essere pronti nel giro di pochi anni.

 

Foto: Pixabay

redazione