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Commissione Europea, su Ogm deve rispettare scadenze previste dalla legge

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La Commissione Europea deve seguire le scadenze previste dalla legge in materia di autorizzazione dei prodotti geneticamente modificati. I ritardi, quindi, non sono ammessi. Lo ha stabilito il Mediatore europeo, che ha accolto la denuncia presentata da Fefac (la federazione dei produttori europei di mangimi), Coceral (l’associazione europea dei produttori di cereali, riso, semi oleosi, olio d’oliva e oli) e EuropaBio (l’associazione europea delle industrie biotecnologiche) contro la gestione, da parte della Commissione Europea, delle domande di autorizzazione per l’importazione e la trasformazione di alimenti e mangimi Gm.

Il Mediatore europeo è il “difensore civico” cui è possibile rivolgere le denunce dei casi di cattiva amministrazione, che coinvolgono le istituzioni e gli organismi dell’Unione Europea. Attualmente la carica è ricoperta da Emily O’Reilly.

Il 12 settembre 2014, Fefac, Coceral e EuropaBio hanno presentato all’organo una denuncia nei confronti della Commissione Europea. A loro avviso, i ritardi con cui l’istituzione ha approvato l’autorizzazione dei prodotti Gm sarebbero ingiustificati. Inoltre, avrebbero avuto conseguenze negative sugli scambi commerciali.

La Mediatrice ha accolto la denuncia e ha ritenuto che, tra il 2012 e il 2014, la Commissione Europea non abbia rispettato il termine, giuridicamente vincolante, di tre mesi in due occasioni. Durante la presentazione al Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi della proposta di voto relativa a una valutazione positiva di sicurezza effettuata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Inoltre, non avrebbe rispettato la scadenza di tre mesi quando ha assunto la propria decisione, in seguito al fallimento del tentativo della Commissione d’Appello di raggiungere una maggioranza qualificata nel corso della votazione.

Le tre associazioni hanno, comunque, dichiarato di essere liete che la Commissione Europea continui a richiedere prove basate su evidenze scientifiche per poter definire la politica europea in materia di Ogm.

Foto: © Alex011973 – Fotolia

n.c.