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Pesticidi: Efsa, glifosato non cancerogeno

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È improbabile che il glifosato, un composto chimico ampiamente utilizzato nei pesticidi, sia cancerogeno. Ad affermarlo è il gruppo di esperti incaricato di valutare gli effetti della sostanza. Il team, costituito da scienziati dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e da rappresentanti di organismi di valutazione del rischio degli Stati membri dell’Unione Europea, ha concluso che è “improbabile che la sostanza sia genotossica (cioè danneggi il Dna) o che presenti una minaccia di cancro per l’uomo”.

Gli esperti hanno valutato l’effetto del composto, analizzando i risultati di studi sugli animali e i dati a disposizione sugli umani. Al termine dell’indagine, hanno ritenuto che non esistano prove in grado di dimostrare l’esistenza di un nesso causale tra l’esposizione al glifosato e l’insorgenza del cancro nell’uomo. Pertanto, hanno deciso di non proporre l’inserimento di questo composto fra quelli cancerogeni elencati nei regolamenti UE in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche.

Il rapporto sarà utilizzato dalla Commissione europea per decidere se mantenere o meno il glifosato nell’elenco UE delle sostanze attive approvate. Inoltre, servirà agli Stati membri per valutare ex novo la sicurezza dei prodotti fitosanitari che contengono la sostanza.

Il gruppo di studiosi ha anche deciso di ridefinire la tossicità del composto, rendendo più severo il controllo dei residui della sostanza negli alimenti. Ha stabilito una dose acuta di riferimento (Dar) di glifosato pari a 0,5 mg per kg di peso corporeo. Si tratta del quantitativo che può essere ingerito nell’arco di breve tempo, senza comportare rischi per la salute. L’Efsa utilizzerà questo valore, in relazione al glifosato, durante la valutazione dei livelli massimi di residui di pesticidi negli alimenti, che verrà effettuata nel 2016 in collaborazione con gli Stati membri.

Gli esperti hanno anche proposto ulteriori soglie di sicurezza tossicologica come guida per i valutatori del rischio. Hanno fissato il livello ammissibile di esposizione dell’operatore (Laeo) a 0,1 mg/kg di peso corporeo al giorno. Inoltre, hanno stabilito che la dose quotidiana ammissibile (Dga) per i consumatori sia di 0,5 mg/kg di peso corporeo, in linea con la dose acuta di riferimento.

“Con l’introduzione di una dose acuta di riferimento renderemo più severe in futuro le procedure di valutazione dei potenziali rischi da glifosato – spiega Jose Tarazona, responsabile dell’Unità pesticidi dell’Efsa -. Riguardo la cancerogenicità, è improbabile che questa sostanza sia cancerogena”.

redazione