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Fao, occorre investire nelle zone rurali per sfamare la popolazione mondiale

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Per sfamare la popolazione mondiale in crescita, occorre investire nelle zone rurali, dove risiede l’80% dei poveri di tutto il mondo. Ad affermarlo è stato José Graziano Da Silva, Direttore Generale della Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), durante il convegno “Finance for Food: Investing in agriculture for a sustainable future”, che si è tenuto il 16 ottobre a Expo-Milano, in occasione della “Giornata Mondiale dell’Alimentazione”.

Combattere la fame rappresenta “un compito difficile – ha affermato Da Silva -, ma può essere eseguito in modo efficiente attraverso la combinazione di investimenti nella protezione sociale e nelle attività produttive mirate ai più poveri”. Il DG della Fao ritiene che per rompere il cerchio della povertà rurale, bisogna investire nella ricerca e nei servizi di divulgazione agricoli, nelle infrastrutture rurali, nell’educazione e nella gestione delle risorse naturali. Occorre fare in modo che anche chi coltiva una terreno per il fabbisogno familiare sia in grado di provvedere alle proprie esigenze: “Dobbiamo aiutare gli oltre 500 milioni di piccoli agricoltori presenti in tutto il mondo, a investire nel proprio futuro”.

La Fao stima che, entro il 2050, la produzione agricola dovrà crescere di circa il 60% per poter sfamare il pianeta. “Gli investimenti necessari a raggiungere questo obiettivo – spiega Da Silva – dovranno includere una prospettiva più ampia per rispettare l’agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030”.

L’organizzazione ha anche pubblicato il rapporto annuale: “State of Food and Agriculture (SOFA)”. Il documento evidenzia che le iniziative di protezione sociale – come il trasferimento di denaro, le mense scolastiche e i lavori d’interesse pubblico – potrebbero aiutare le persone più vulnerabili a lasciare lo stato di fame e di povertà in cui si trovano. Potrebbero, inoltre, migliorare la salute, l’educazione e le opportunità dei più piccoli. Ma la protezione sociale da sola non basta a sconfiggere fame e povertà. Il rapporto sottolinea la necessità d’investire nel miglioramento della produttività agricola, nello sviluppo rurale e nella crescita.

 

Foto: Pixabay

redazione