Home Attualità Europa, in sette anni ridotto il consumo di carne suina

Europa, in sette anni ridotto il consumo di carne suina

17
0

Tra il 2007 e il 2014, il consumo di carne suina in Europa è diminuito. Per recuperare competitività, il settore deve cambiare strategia. È quanto emerge dal rapporto “The EU Pork Industry; Competitive Power Is Key” pubblicata dall’azienda olandese di servizi finanziari Rabobank.

Secondo il documento, la flessione è stata determinata principalmente da due fattori. Innanzitutto l’aumento del prezzo dei maiali, dovuto all’incremento dei costi dei mangimi. In secondo luogo, la spinta del mercato verso le fonti proteiche più economiche, a causa della crisi economica. Questi elementi hanno aggravato una situazione già incrinata, nel corso degli ultimi decenni, dall’affermarsi di tre tendenze. La prima riguarda la crescente preferenza dei consumatori nei confronti dei prodotti trasformati di origine animale, che contengono meno carne. La seconda consiste nella maggiore diffusione di diete vegetariane o con pochissima presenza di carne, basata su scelte etiche, motivazioni ambientali e ragioni di salute. La terza, infine, è dovuta alla preoccupazione dei consumatori di fronte alla diffusione di malattie di origine animale, come l’influenza aviaria e la listeria.

“La rapida diffusione dei discount in tutta Europa ha aumentato la concorrenza dei pezzi al dettaglio determinando una forte pressione sui prezzi – osserva Albert Vernooij, analista della Rabobank -. Questo ha finito per mettere la suinicoltura sotto pressione. Tuttavia, non tutti gli operatori sono stati messi in difficoltà. Alcuni hanno conseguito ottimi risultati, grazie all’impiego di sistemi produttivi altamente efficienti”.

Gli esperti della Rabobank ritengono che, per risollevarsi, gli operatori del settore suinicolo dovrebbero adottare tre strategie. Innanzitutto dovrebbero ridurre i costi, aumentando la capacità e l’efficienza degli impianti. In secondo luogo, dovrebbero potenziare la produzione attraverso razionalizzazioni, fusioni o acquisizioni. Infine, dovrebbero diversificare la propria offerta tramite l’aggiunta di attività extra, in modo da aumentare il valore del prodotto. Per esempio, potrebbero sviluppare servizi di disossamento extra o investire nel settore agricolo, in modo da assicurarsi forniture garantite.

 

Foto: Pixabay

Nadia Comerci