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Attenzione alle diete vegane per i neonati

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È di questi giorni la notizia di un bambino di 11 mesi ricoverato in ospedale a Pisa con una grave forma di malnutrizione dovuta alla dieta vegana imposta dai genitori. Non è il primo caso, purtroppo, e se non si corre ai ripari non sarà l’ultimo. L’ideologia vegana, con la sua variante più intransigente (fruttariana), sta interessando fasce sempre più vaste della popolazione, di solito appartenente a classi culturalmente elevate. Se tali scelte alimentari sono comprensibili, ma non giustificabili, negli adulti, costringere i bambini ad assumere diete prive di prodotti di origine animale può esporli a gravi rischi per la salute e per il loro sviluppo psico-fisico.

Se si sceglie di seguire una dieta vegetariana, è richiesto un impegno maggiore nelle scelte alimentari. L’alimentazione deve essere più variata per assicurare l’assunzione adeguata di tutti i nutrienti e bilanciata dal punto di vista energetico, per assicurare all’organismo energia a sufficienza per il metabolismo e il lavoro muscolare.

Un vegetariano può non soffrire di carenze alimentari se la sua dieta comprende quantità sufficienti di proteine, vitamine e minerali, ma per alcuni nutrienti legati non soltanto alla crescita, ma anche allo sviluppo cognitivo come la vitamina B12, l’attenzione deve essere ai massimi livelli. La vitamina B12 si trova solo negli alimenti di origine animale; per i vegani è quindi generalmente consigliata una supplementazione in pillole soprattutto durante la crescita, la gravidanza e l’allattamento, fasi in cui molti specialisti suggeriscono di abbandonare i regimi troppo restrittivi per salvaguardare la salute.

L’Oms ha pubblicato le linee guida per l’alimentazione dei bambini che raccomandano l’assunzione giornaliera di alimenti di origine animale, a partire dai sei mesi di età, evidenziando come le diete a base di vegetali non siano in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali del bambino (in particolare per gli apporti di Fe, Zn e vit. B12) a meno che non si ricorra all’impiego di integratori o prodotti fortificati. E’ come dire, sostituite la natura con prodotti di sintesi! Secondo l’OMS, oltre alla vitamina B12, anche la carenza di ferro potrebbe essere un problema: “per cui è particolarmente importante che la dieta dei bambini contenga ferro derivato da alimenti di origine animale come carne, pollame o pesce. I legumi (piselli, fagioli, lenticchie, noci) abbinati con alimenti ricchi di vitamina C per aiutare l’assorbimento del ferro potrebbero essere un’alternativa, ma non possono sostituire completamente gli alimenti di origine animale”.

I figli allattati al seno da madri vegane manifestano spesso carenze di Vit B12 con sintomi di anemia megaloblastica, ipotonia, alterazioni al fegato e milza, anorressia, ritardi nella crescita somatica e cognitiva (Kühne et al., 1991; von Schench et l., 2007; Weiss et al., 2004, Black, 2008). Ma nella dieta del bambino è necessario introdurre altri nutrienti fondamentali e presenti solo nella carne e nel pesce: gli acidi grassi a catena lunga (DHA, EPA e arachidonico) fondamentali nello sviluppo celebrale, del sistema nervoso e della vista (Koletzo et al., J. Perinat. Med., 2008). La loro carenza (sia diretta che attraverso il latte delle madri vegane) provoca ritardi cognitivi. Numerosi studi nei Paesi in via di sviluppo hanno dimostrato che il limitato consumo di proteine animali è la principale causa dei ritardi nell’accrescimento lineare e psico-motorio dei bambini, soprattutto nel primo anno di vita (Neumann et al., 2003 , American Society for Nutritional Sciences). Una estensiva rassegna della letteratura esistente sull’argomento (Van Winckel et al., Europ. J Ped., 2011) si rivolge ai pediatri mettendoli in guardia sulle diete vegetariane (quelle ovo-latto-vegetariane) e vegane le quali, per garantire livelli nutrizionali comparabili con quelli dei bambini onnivori, devono essere attentamente formulate e valutate (gli autori riconoscono poi che i bambini vegani hanno spesso ritardi nell’accrescimento).
Dunque i genitori vegani (e in minor misura quelli vegetariani), prima di applicare l’ideologia dietistica ai loro figli, devono pensarci bene: eliminare i prodotti di origine animale quali latte, carne, pesce e uova può comportare effetti molto gravi nei bambini.

Per saperne di più è possibile consultare le linee guida OMS sull’alimentazione dell’infanzia: http://www.who.int/maternal_child_adolescent/documents/9789241597494/en/

 

Foto: Pixabay

Giuseppe Pulina e Elisabetta Bernardi