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Fao-Ocse, andamento dei principali prodotti agricoli nel decennio 2015-2024

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L’accumulo di elevate scorte di cereali durante gli ultimi due anni e l’abbassamento del prezzo del petrolio determineranno, nel breve termine, l’ulteriore indebolimento dei prezzi dei cereali. Tuttavia, con il passare del tempo, l’aumento dei costi di produzione e il rafforzamento della domanda dovrebbero far lievitare nuovamente i prezzi. È quanto emerge dal rapporto: “Oecd-Fao Agricultural Outlook 2015-2024”, elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), che ha analizzato le prospettive di sviluppo dei prezzi agricoli nel prossimo decennio.

Secondo il rapporto, la forte domanda di farine proteiche determinerà il rafforzamento della produzione di semi oleosi. La redditività di questo settore sarà potenziata dalla componente “alimenti per animali”, ottenuta dalla lavorazione degli scarti della spremitura dei semi. Questo potrebbe favorire l’ulteriore sviluppo della produzione di soia, in particolare in Brasile.

La maggiore domanda di zucchero da parte dei paesi in via di sviluppo dovrebbe risollevare i valori dei prezzi, aumentando gli investimenti in questo settore.

La produzione di carne dovrebbe registrare un miglioramento dei margini economici, grazie all’abbassamento del prezzo dei cereali foraggeri. Il settore, nell’ultimo decennio, ha infatti risentito negativamente dell’elevato costo dei mangimi.

La produzione ittica mondiale dovrebbe crescere del 20% circa entro il 2024. Inoltre, l’acquacoltura dovrebbe superare il totale della pesca di cattura già nel 2023.

La maggior parte delle esportazioni di prodotti lattiero-caseari si concentreranno in Nuova Zelanda, Unione Europea, Stati Uniti e Australia.

A causa delle ingenti scorte presenti in Cina, il prezzo del cotone dovrebbe risultare contenuto nel breve periodo. Tuttavia, dovrebbe risalire e restare stabile nel resto del periodo esaminato. È previsto che nel 2024 i prezzi reali e nominali dovrebbero rimanere al di sotto dei livelli raggiunti nel biennio 2012-14.

Infine, secondo il rapporto, nel prossimo decennio l’impiego di etanolo e biodiesel dovrebbe crescere a un ritmo più lento. Inoltre, gli scambi di biocarburanti dovrebbero restare una piccola parte della produzione globale.

 

Foto: Pixabay

n.c.