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Ismea: cresce prezzo di suini, conigli e avicoli

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Nonostante il periodo stagionale favorevole, il mercato zootecnico dovrebbe restare stazionario per tutti i principali tagli, comprese le carni destinate al consumo fresco. È quanto emerge dall’Overview pubblicata dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), che ogni settimana analizza l’andamento dei mercati agroalimentari. Secondo l’Istituto, è prevista una lieve ripresa dei prezzi dei suini da macello.

In miglioramento anche il mercato dei prodotti avicoli, in particolare di pollo e tacchino. La rivalutazioni dei prezzi potrebbe partire già dalle prossime settimane. Registrati ulteriori spunti al rialzo per i conigli, ma potrebbero esaurirsi rapidamente. Continua, poi, il trend positivo del mercato delle uova destinate al circuito industriale, grazie a una domanda sostenuta sulle piazze europee.

Per quanto riguarda il settore bovino, l’Ismea comunica che le condizioni generali restano fortemente depresse, con prezzi e consumi stagnanti. Il mercato appare interessato solo all’acquisto di tagli nobili (quarti posteriori), fenomeno che porta al deprezzamento del resto delle mezzene. Previsto un ulteriore indebolimento dei listini.

Il mercato dei prodotti lattiero-caseari evidenzia, invece, un miglioramento del prezzo del burro, soprattutto sulle piazze estere europee. In questa fase, l’export sembra beneficiare di una buona richiesta, specialmente da parte di Arabia Saudita, Egitto e Usa. Continuano, invece, a scendere i prezzi dei formaggi, con primi riflessi negativi anche sul listino del Parmigiano reggiano.

Per quanto riguarda il comparto cerealicolo, la buona qualità del frumento duro (per lo meno nel Foggiano) e una domanda tonica rendono positive le quotazioni, che potrebbero migliorare ulteriormente nelle fasi iniziali della campagna, anche in considerazione di un primo riscontro di resa inferiore ai livelli dell’anno scorso. Restano, invece, in attesa i mercati del frumento tenero, le cui operazioni di raccolta dovrebbero iniziare tra una decina di giorni.

Le contrattazioni dell’orzo proseguono con una buona fluidità al Sud. Qui la raccolta, che presenta standard qualitativi più che soddisfacenti, è ormai a un livello avanzato. Sulla piazza di Foggia i prezzi potrebbero beneficiare ulteriormente di questa situazione favorevole. Invece, in Nord Italia il mercato risente del rallentamento delle operazioni di trebbiatura causate dal maltempo. Le piogge inoltre hanno determinato, soprattutto nei centri di produzione del Veneto e dell’Emilia Romagna, uno peggioramento della qualità del prodotto, che ha influito negativamente sulle quotazioni.

Prosegue il trend negativo del comparto del granoturco. Le ampie disponibilità presenti nei magazzini e la qualità degli stock, non sempre soddisfacente, fanno presumere un’ulteriore fase di deprezzamento. In ribasso anche il prezzo dei semi di soia, che mostra però una maggiore volatilità legata all’andamento dei mercati internazionali.

I mercati vinicoli nazionali sono ancora in difficoltà, a causa delle scorte elevate e di una scarsa richiesta sui circuiti all’ingrosso. Lo stato vegetativo dei vigneti lascia prevedere una buona produzione, mentre sul versante dell’export emergono segnali contrastanti con volumi in calo del 2% nel primo trimestre 2015 (sullo stesso periodo del 2014), e un fatturato in crescita del 4%, grazie agli imbottigliati Dop e Igp e agli spumanti.

Quotazioni al palo e contrattazioni in fase di stallo per gli oli di oliva. Si registrano buone movimentazioni di merce solo dalla Spagna, che si avvia a produrre rilevanti quantitativi con la nuova campagna.

Per quanto riguarda i mercati ortofrutticoli, l’Ismea rileva l’incremento dell’offerta della frutta di stagione: pesche, nettarine, albicocche, ciliegie e susine. Di conseguenza, è prevista un’ulteriore fisiologica riduzione dei prezzi. Per le ciliegie, il calo risulta più accentuato negli areali produttivi del Mezzogiorno, soprattutto pugliesi (ma anche campani), dove l’offerta appare sbilanciata per i calibri medio-piccoli, scambiati sulla base di valori scarsamente remunerativi per i produttori. In Emilia Romagna, la campagna di commercializzazione delle susine registra quotazioni di esordio più alte rispetto all’anno scorso. Questo vale anche per pesche e nettarine, ma qui il confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso è influenzato da prezzi particolarmente bassi registrati nel 2014.

Infine, riguardo il mercato degli ortaggi, l’ulteriore affluenza dei prodotti stagionali sta determinando, come previsto, una graduale discesa dei prezzi. Alcune specie, poi, sono state particolarmente penalizzate dal maltempo al Centro-Nord.

 

Foto: © berc – Fotolia.com

n.c.