Home Attualità Ogm, revisione autorizzazione all’importazione. Commissione Europea orientata a favore di scelta individuale

Ogm, revisione autorizzazione all’importazione. Commissione Europea orientata a favore di scelta individuale

135
0

La Commissione Europea potrebbe approvare un emendamento al Regolamento 1829/2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, che consentirebbe a ogni Stato membro di decidere se limitare o vietare l’uso di prodotti Ogm autorizzati in altri paesi dell’Unione Europea. La notizia trapela da fonti europee “intercettate” dal portale FeedNavigator, secondo cui la Commissione Europea voterà a favore di questa proposta.

Alla base dell’emendamento, che dovrebbe essere messo in votazione nei prossimi giorni, vi sarebbe la volontà di rivedere la normativa di autorizzazione all’importazione degli organismi geneticamente modificati, per permettere agli Stati membri di decidere autonomamente in un “settore controverso e di grande interesse pubblico”.

In particolare, l’emendamento fornirebbe ai singoli Stati un fondamento giuridico per vietare l’impiego degli Ogm nel loro territorio, sulla base di “considerazioni legittime diverse da quelle legate alla sicurezza dei prodotti”. Non permetterebbe, invece, d’introdurre divieti giustificati da giudizi relativi a rischi per la salute o per l’ambiente, perché queste valutazioni sono oggetto di procedure già in atto ai sensi del regolamento 1829/2003.

Secondo i produttori europei l’approvazione della proposta pregiudicherebbe il mercato unico e si tradurrebbe in un aumento del costo dei mangimi. “La norma provocherebbe enormi costi aggiuntivi agli operatori del settore – spiega Ruud Tijssens, president dell’European Feed Manufacturers’ Federation (Fefac) -. In Europa ci sono pochi porti dove vengono spedite le merci agricole, per cui la separazione dei prodotti secondo i requisiti d’importazione di ogni Stato membro avrebbe costi proibitivi. Le aziende che operano a livello transfrontaliero o le piccole imprese situate vicino alle frontiere, sarebbero gravemente danneggiate da questo scenario”.

 

Foto: Pixabay

n.c.