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Ismea, aumentano del 5% le vendite di agnelli rispetto alla Pasqua 2014

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carne avicola

Grazie a un’offerta meno pressante, nella settimana che precede la Pasqua le vendite degli agnelli sono salite del 5% rispetto al periodo pasquale del 2014. È quanto emerge dall’Overview pubblicata dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), che ogni settimana analizza l’andamento dei mercati agroalimentari.

Per quanto riguarda il comparto delle carni bovine, l’Istituto segnala una lieve ripresa, anche se ne attribuisce il merito a un contingente miglioramento delle contrattazioni. Rileva, inoltre, un ulteriore rincaro dei vitelli da ristallo che, seppure venduti a prezzi inferiori rispetto alla scorsa annata, mantengono un trend “chiaramente rialzista”.

Il settore avicolo tiene, anche se nelle prossime settimane sono previste possibili stabilizzazioni dei prezzi, soprattutto per le carni. Si prevedono anche lievi correzioni al ribasso sui listini delle uova. Relativamente al bestiame suino, la situazione appare in sostanziale equilibrio, ma i prezzi, compresi quelli dei tagli freschi, restano ben al di sotto dei livelli di un anno fa (suini 156-176 kg -7%; lombo intero -10,8%). Le richieste di aiuti Ue ai privati vedono al momento tra i paesi più attivi la Spagna, la Danimarca, la Polonia e la Germania. L’Italia, finora, ha partecipato con una quota del 6% rispetto ai quantitativi complessivamente richiesti dai Paesi membri.

L’Ismea osserva che i prezzi dei prodotti lattiero-caseari manterranno un andamento stazionario anche questa settimana. Si è riscontrata un’ulteriore correzione al ribasso dello 0,3% mensile (-14% su base annua) della quotazione del latte alla stalla a livello nazionale, rilevata nel mese di febbraio. Evidenzia, tuttavia, un contestuale leggero miglioramento della redditività degli allevamenti di bovini da latte: sempre a febbraio, grazie a un calo considerevole dei prezzi delle materie prime destinate all’alimentazione del bestiame (in particolare mais e farina di soia), l’indice si è portato a 1,58, risultando quindi superiore rispetto al livello di 1,50, spartiacque tra situazioni di inefficienza ed efficienza economica.

Per quanto riguarda il mercato dei vini, si registra ancora uno “strappo” dei prezzi per i rossi di maggior pregio, con il “Brunello” annata 2010 che alla produzione potrebbe spingersi fino a 1.000 euro/ettolitro, grazie all’ottima qualità e al forte traino della domanda. Corrono anche le quotazioni del vino “Nobile di Montepulciano” scambiato a 400 euro l’ettolitro. In generale, il segmento dei rossi sembra mostrare, anche sul circuito dei comuni, un andamento complessivamente favorevole. Il quadro congiunturale degli oli di oliva resta, invece, piuttosto debole, con possibili lievi correzioni al ribasso anche questa settimana per vergini e lampanti, sia sul fronte interno che sui mercati esteri.

Per quanto concerne i prodotti ortofrutticoli, l’attività di esportazione delle mele mostra un buon andamento, soprattutto in Germania e nell’Est europeo. In ambito nazionale, invece, il mercato risulta piuttosto modesto, in un contesto condizionato da un’offerta ancora rilevante e da stock che in Trentino Alto Adige risultano superiori del 14%, rispetto a quelli dell’anno scorso. Piuttosto complessa questa fase della commercializzazione per le “Granny Smith”, a causa dell’embargo disposto dalla Russia. Per le pere, scambi e listini mantengono un andamento regolare, ma il mercato potrebbe, a breve, essere ostacolato dai crescenti afflussi di merce provenienti dai paesi dell’Emisfero australe.

I prezzi delle fragole, nonostante la fisiologica riduzione su tutte le piazze nazionali – anche per una maggiore pressione del prodotto spagnolo -, restano su livelli interessanti, mostrando un divario positivo del 23% in media, su base annua. Dopo un esordio positivo, per le arance tardive (varietà “Ovale” e “Valencia Late”) la concorrenza spagnola potrebbe riposizionare verso il basso il livello dei prezzi, anche se l’offerta nazionale resta piuttosto limitata a causa del maltempo di questi ultimi giorni, che ha costretto gli operatori a effettuare diffuse selezioni in campo.

Tra gli ortaggi, l’Ismea segnala una positiva evoluzione dei prezzi di patate novelle e carote, che potrebbe preludere a un andamento migliore anche durante questa settimana. Hanno, invece, ceduto posizione i listini di asparagi e carciofi, a causa del rialzo termico che ha favorito le maturazioni e, di conseguenza, i volumi immessi sui mercati. Per i carciofi, in particolare, si registrano anche alcuni problemi di tenuta sul piano qualitativo. Mercati deboli anche per melanzane e zucchine in serra, a causa delle forti pressioni alla vendita dalla Spagna, mentre i peperoni mostrano un andamento complessivamente migliore, dato che l’offerta spagnola risulta assorbita dalla forte richiesta dei paesi dell’Est Europa.

Infine, per quanto riguarda i mercati dei cereali, dopo un ciclo positivo, emerge una prima inversione di tendenza dei prezzi di risi greggi e lavorati, in particolare per le varietà destinate al mercato interno, con cedimenti sui listini di “Arborio” e “Carnaroli”. Stabili, anche nella proiezione di questa settimana, le quotazioni del frumento, sia duro che tenero. Mantengono un trend positivo i prezzi del granoturco, mentre il mercato dei semi di soia e delle farine di estrazione appare orientato al ribasso.

Nadia Comerci