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Bestiame, se l’alimentazione è ottimizzata nelle quantità, la produttività migliora

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Se le industrie riescono a essere più precise nel razionamento dei nutrimenti animali, la produzione diventa più sostenibile. A sostenerlo è la Fao, secondo cui un miglior bilanciamento nell’alimentazione aumenta la produttività del bestiame, migliora la riproduttività dei capi, abbassa i costi di produzione oltre al livello di emissioni di gas serra nei Paesi in via di sviluppo (meno 10/15% per litro di latte) e del livello di escrezioni animali. L’effetto combinato di tutti questi fattori è un incremento dei redditi delle piccole fattorie che sfruttano economie di scala. L’agenzia delle Nazioni Unite ha lanciato anche un contest di idee per migliorare la produttività delle piccole aziende agricole.

Tra i progetti premiati, uno proveniva dall’India e consisteva in un programma rivolto ai produttori di latte per ridurre i costi di produzione usando materie prime locali. Molto spesso, nei Paesi in via di sviluppo, gli allevatori non inviano ai laboratori dei campioni di mangimi per i costi troppo alti che queste analisi richiedono. Per questo motivo è stato selezionato un progetto che permette agli stessi allevatori di monitorare in azienda la qualità del foraggio con un semplice dispositivo. Infine, il board della Fao ha premiato un progetto cubano che ha mostrato i benefici dei nutrimenti per suini derivati dalle foglie di gelso. Inoltre, lo stesso progetto documenta come è possibile trasformare le escrezioni animali in biogas.

 

Foto: Pixabay

Vito Miraglia