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Fefac: nel 2011 prodotte 152 milioni di tonnellate di mangimi

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Nel 2011 i mangimisti europei hanno prodotto 152 milioni di tonnellate di alimenti composti, l’80% dei mangimi finali acquistati. In totale il valore degli alimenti zootecnici utilizzati dagli allevatori Ue, compresi i foraggi prodotti in azienda, è stato pari a 93 miliardi di euro, il 59% del fatturato del settore zootecnico. Sono i dati dell’annuario statistico Feed&Food 2011 della Fefac, la Federazione europea dei produttori di alimenti composti per gli animali che fotografa il 2011 della zootecnia europea che con i suoi 158 miliardi di controvalore rappresenta il 40% dell’agroalimentare nei 27 Paesi dell’Unione. Nel 2011, infatti, la produzione agricola ha raggiunto i 393 miliardi di euro di fatturato.

 

Il mercato dei mangimi dipende dal mercato dei prodotti animali. Gli indici di crescita della produzione degli alimenti zootecnici rappresenta una cartina di tornasole per seguire l’evoluzione dei consumi alimentari in Europa. Ad esempio, nella Comunità Europea, negli anni ’60 e ’70 la produzione è cresciuta con una media annua del 7,5%. Nella seconda parte degli anni ’70, nella CE a 9 Paesi la crescita media annua della produzione di alimenti composti si è attestata ad un crescita inferiore, +4,4%. Dopo un periodo di aumenti costanti dalla metà degli anni ’80, il consumo di tutti i prodotti animali è cresciuto più lentamente, ricorda la Fefac, a causa della saturazione del mercato dell’Ue a 15 Paesi e della maggiore attenzione da parte dei consumatori agli aspetti salutari e alla cura degli animali.

 

Altri dati interessanti dell’ultimo rapporto Fefac sono rappresentati dalla proporzione tra mangimi coltivati in azienda e mangimi industriali. Nel 2011 nell’UE-27 sono state consumate annualmente circa 470 milioni di tonnellate di mangime. Di questa quantità, 230 milioni sono state in gran parte costituite da foraggi coltivati ed utilizzati nell’azienda di origine. Il saldo, pari a 240 milioni di tonnellate, include i cereali coltivati ed utilizzati nell’azienda di origine (53 milioni) e i mangimi acquistati dagli allevatori al fine di integrare le loro risorse con materie prime o mangimi composti.

 

 

s.p.