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Antibiotici negli allevamenti:la FDA rende note lestrategie per ridurre l’uso

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La Food and Drug Administration (FDA) ha reso pubblici tre documenti mirati alla riduzione dell’uso degli antibiotici nell’alimentazione animale. Secondo gli esperti, infatti, l’abitudine di aggiungere ai mangimi antibiotici utilizzati anche nell’uomo ha portato ad un aumento dei batteri resistenti alla loro azione, mettendo in serio pericolo la salute umana. Da qui nasce l’esigenza di un utilizzo consapevole di questi farmaci, che dovrebbe essere limitato ai casi in cui sia necessario per curare gli animali e non per farli aumentare di peso o renderli più resistenti alle malattie.

 

Il primo dei documenti pubblicati dalla FDA contiene una guida definitiva rivolta alle industrie in cui viene raccomandato di ridurre gradualmente l’uso di farmaci importanti per la salute umana nelle produzioni agricole e di introdurre gradualmente la supervisione di un veterinario sull’uso a scopo terapeutico di questi farmaci negli animali. Il secondo è, invece, la bozza di una guida per le aziende farmaceutiche per l’eliminazione volontaria dell’indicazione dell’uso negli allevamenti degli antibiotici già approvati dalla FDA, per l’eventuale aggiunta dell’indicazione dell’uso – la cui efficacia sia stata provata scientificamente – per la prevenzione, il controllo e la cura delle malattie animali e per l’inclusione di una supervisione veterinaria. L’ultimo documento contiene, infine, la bozza di una guida che spiega in che modo i veterinari possono autorizzare l’uso di alcuni farmaci nei mangimi.

 

“La nuova strategia permetterà agli allevatori e ai veterinari di potersi prendere cura degli animali garantendo che i medicinali di cui hanno bisogno le persone continuino ad essere sicuri ed efficaci – ha spiegato Margaret Hamburg, commissario della FDA -. Stiamo raggiungendo anche gli allevatori che operano su scala più piccola o in località isolate per aiutare a garantire che i farmaci di cui hanno bisogno per proteggere la salute dei loro animali siano disponibili”.

 

La pubblicazione dei documenti ha suscitato reazioni contrapposte. Mentre Richard Wood, presidente dell’associazione “Keep Antibiotics Working”, critica la decisione di affidare alla volontà dei produttori di farmaci la scelta di limitarne l’uso negli allevamenti, John Clifford, veterinario del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, ha garantito che il Dipartimento continuerà a collaborare con la FDA, con l’American Veterinary Medical Association e con gli allevatori per assicurare che questa transizione possa essere portata a termine con successo.

 

Foto: Pixabay

Silvia Soligon