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Gen. Cosimo Piccinno (Comandante dei NAS): “I dati sui controlli vanno a favori dei criteri di sicurezza adottati da Assalzoo”

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Io inizio sempre, parlando di sicurezza alimentare, con un paio di lastrine. La prima è questa:

“Le paure degli italiani”. Se andiamo a guardare le paure degli italiani, è una ricerca demoscopica, al terzo posto c’è la sicurezza dei cibi che mangiamo, e all’ottavo posto c’è l’insorgere di nuove epidemie: Sars, morbo da mucca pazza, virus dei polli etc etc. quindi significa che poi, alla sicurezza alimentare gli italiani ci tengono moltissimo.

E poi mi viene in mente un’altra cosa, perché un titolo di giornale che ho letto per caso (che però poi l’articolo non parlava della stessa cosa, sai come fanno gli articoli, il titolo lo fa qualcuno, l’articolo lo fa qualcun altro) però mi ha colpito perché dice: “Alimentazione: il cibo deve essere nostro amico, non l’origine delle malattie”. E questo è un po’ il concetto che volevo esprimere, e credo che in questa sede sia ai massimi livelli.

Chi siamo noi e perché sono qua. Noi nasciamo nel ’62, circa 50 anni fa, eravamo soltanto 40, ci occupavamo allora soltanto di sofisticazioni alimentari, oggi siamo 1.100. Il comandante dipende direttamente dal Ministro della Salute. E di che cosa ci occupiamo? Con 38 nuclei copriamo tutto l’intero territorio nazionale e ci occupiamo di ispezioni, in sostanza, di carattere amministrativo che però poi possono evolvere in attività di polizia giudiziaria. Significa questo che normalmente entriamo in punta di piedi chiedendo “Ci scusi, dovremmo fare un’ispezione”, poi ogni tanto, purtroppo, c’è qualcosa che non va e dobbiamo procedere con l’autorità giudiziaria.

Sono due le grosse aree di cui ci occupiamo: quella sanitaria (quindi sanità pubblica, privata, professioni e arti sanitarie, antidoping, farmaceutica, animali di affezione), e quella alimentare (salubrità degli alimenti e animali da reddito). E qui c’è un problema perché il sottosegretario Martini mi disse “Perché hai messo animali da reddito nella sicurezza alimentare?”, perché, la gente – e mi rifaccio a quello che diceva sia il presidente che il dott. Penocchio – non collega la scurezza alimentare con gli animali da reddito.

Perché io sono soltanto tre anni che sto in questo posto, mia moglie conosceva la fettina di carne, però non sapeva che prima della fettina c’era l’animale e prima ancora c’era il mangime. E allora c’è una differenza tra animale da reddito e animale da affezione, anche se poi il pet food fa parte anche dell’Assalzoo, ma c’è una differenza. Una delle differenze, per esempio, è sicuramente che c’è uno studio che dice che noi italiani siamo al secondo, primo, terzo posto come antibiotico-resistenza. Questa antibiotico-resistenza non è dovuta soltanto agli antibiotici, che assumiamo volontariamente o perché ce li ha prescritti il medico, ma anche agli antibiotici che assumiamo non volontariamente. Talmente che ultimamente stanno facendo delle ricerche perché sugli antibiogrammi, andando a finire poi a vedere qual è il principio attivo dell’antibiotico che non fa effetto, e facendo poi una ricerca anamnestica esce fuori che quell’antibiotico non è mai stato usato da quella persona, almeno volontariamente, però probabilmente tramite qualche animale potrebbe essere stato usato.

Come lavoriamo? Lavoriamo di iniziativa, su delega dell’autorità giudiziaria, su attivazione del Ministero, o perché le associazioni di categoria – siano esse dei consumatori o dei produttori – ce lo segnalano, per lamentele dei consumatori, e vi dico che ce ne sono parecchie, tutta la sicurezza alimentare, non sto parlando del campo specifico, e poi l’arma come ben sapete è diffusissima e capillarmente presente sul territorio con 5 mila stazioni questo significa che ci arrivano le segnalazioni dei colleghi che lavorano sul territorio.

Siamo polizia sanitaria veterinaria e polizia giudiziaria. Come operiamo? Operiamo, normalmente, con dei campionamenti, ne facciamo circa 10 mila all’anno, se qualcosa non va si fa un sequestro sanitario, che è una norma particolare che non prevede poi la conferma da parte dell’autorità giudiziaria ma è un sequestro, diciamo, preventivo, che toglie dalla circolazione, tra virgolette, un dato alimento finché non accertiamo che è buono. E poi chiediamo l’adozione di provvedimenti all’autorità sanitaria o all’autorità giudiziaria. Seguiamo tutta la filiera dalla produzione fino alla somministrazione.

Ma ci sono anche delle condotte illecite non episodiche in alcune frodi, significa che può capitare di entrare in un determinato mangimificio e trovare qualcosa che non va perché è capitato, perché c’è stata una mancanza, in quel momento, di controllo, però ci stanno alcune situazioni invece che sono non episodiche, per cui significa che c’è una volontà nel tempo di fare determinate cose. Le frodi soprattutto ci occupiamo con le indagini di labarotorio che non sono nostri laboratori, ma sono laboratori pubblici perché andiamo a servirci sia dell’Istituto Superiore di Sanità sia degli istituti zooprofilattici, cerchiamo di vedere se ci sono contaminazioni ambientali, trattamenti agricoli particolari, trattamenti di conservazione ma queste sono cose che voi sapete benissimo fino ai pesticidi, agli ormoni, ai contaminanti etc.

Ho voluto mettere questa lastrina che risale a 2 anni e mezzo fa, perché fu emblematica questa situazione, la famosa operazione, noi la chiamammo “Ireland” dall’8 al 10 dicembre del 2008, come voi sapete ci fu un problema, perché degli animali in Irlanda avevano mangiato degli alimenti alla diossina. Io lo ricordo benissimo, il 7 dicembre l’allora ministro Sacconi mi ha chiamato al telefono dicendo “Dobbiamo muoverci perché qua c’è qualche problema grosso” e ci muovemmo immediatamente nei limiti di quello che potevamo fare, utilizzammo circa 850 uomini, ma quello che voglio raccontarvi è questo: leggo da un articolo di allora “Bruxelles ha confermato che all’origine del problema vi sarebbe del mangime contaminato utilizzato in circa il 10% degli allevamenti irlandesi. La commissione sottolinea, tuttavia, che perché si abbiano effetti tossici sugli esseri umani occorre un’esposizione prolungata a dosi molto alte di diossina. Bene questa fu la mia risposta a un collega che mi chiedeva “Ma posso stare tranquillo?” Io dissi “Guarda non ti preoccupare perché devi mangiare dieci chili di carne in due giorni per avere …” lui disse “No, io non voglio proprio mangiare la carne alla diossina ”. e quindi mi riferisco a quello che dicevamo, sulla sicurezza del cibo: il cittadino non vuole mangiare alimenti che contengono determinate cose.

Questo va totalmente a favore dell’Assalzoo perché, almeno per quanto riguarda i nostri dati, in un triennio abbiamo fatto 6.600 controlli, abbiamo segnalato alle autorità giudiziarie e amministrative solo 334 persone, e 691 sono state le rilevazioni (?) sia penali che amministrative, e abbiamo sequestrato solo, dico io, 6500 tonnellate, rispetto ai 14 milioni di tonnellate che girano credo che questo sia un dato molto positivo. Ma che cosa stiamo facendo? Siamo riusciti a Parma dal 12 al 16 luglio scorso, insieme all’Agisanco, all’EFSA, al Ministero della Salute, all’Università degli studi di Parma, all’asl di Parma e di Ravenna, abbiamo fatto il primo corso nazionale sulla sicurezza dei mangimi per animali. Quindi in questo momento siamo il corpo dei carabinieri che ha fatto un corso particolare, ne stiamo organizzando un altro con insegnanti e docenti a livello europeo. E questo era il corso (LEGGE SLIDE 6:53). Stiamo cercando di specializzarci perché all’interno della specialità dobbiamo fare anche delle specializzazioni di nicchia.

Però questo non significa che in Italia ci sono più frodi, in Italia ci sono più controlli: su 33.688 controlli le irregolarità penali sono solo il 13%, perché abbiamo la fortuna di essere inseriti, noi siamo inseriti nel MInistero della Salute, la nostra mission è la tutela della salute, e per questo dobbiamo lavorare. Quindi sicurezza alimentare e braccio operativo del Ministero della salute, in questo caso i Nas, vanno di conserva. Io ho terminato e vi ringrazio della vostra attenzione.

 

Maggio – Giugno 2011.

 

red.