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Il Quadro Normativo dell’UE sugli OGMTentando di restare al passo con il resto del mondo

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1 – introduzione

L’EU è orgogliosa di avere “il più stringente sistema di autorizzazione degli OGM a livello globale” e continua ad aggiungere ulteriori requisiti normativi. Mentre l’uso e la coltivazione di Organismi Geneticamente Modificati (OGM) è regolamentata molto attentamente nel mondo per assicurare la sicurezza per la salute umana ed animale e per l’ambiente, la procedura di autorizzazione dell’UE per i prodotti geneticamente modificati è unica, tanto in termini di valutazione scientifica che in termini di processo politico.

Questo sistema unico ha impatti reali a livello internazionale. L’UE sta diventando sempre più isolata perché le procedure di autorizzazione non possono tenere il passo con la rapida adozione di colture GM al di fuori dell’Europa. L’ettarato delle colture GM, quali soia, mais, colza e cotone, continua ad aumentare anno dopo anno in paesi agricoli importanti come gli USA, l’Argentina, il Brasile ed il Canada. Infatti si sono raggiunti i 148 milioni di ettari nel 2010, con un incremento del 10% rispetto al 2009. Contemporaneamente la gamma dei prodotti geneticamente modificati sta crescendo rapidamente, dato che nuovi ed innovativi caratteri, quali la resistenza alla siccità e il profilo oleico modificato, vengono via via ulteriormente sviluppati. Questo sta creando una pressione aggiuntiva al processo di autorizzazione dell’UE – già in netto ritardo – e può essere la causa di perturbazioni nel commercio che diventano “più gravi, più frequenti e relative a più prodotti”, come la Commissione Europea ha già avuto modo di rilevare in un report del 2007.

 

2- Il Quadro Normativo dell’EU sugli OGM – l’ingombrante giostra dell’UE

Il sistema di autorizzazione dell’UE per gli OGM ha due distinte fasi.

  1. la valutazione del rischio, che coinvolge una valutazione scientifica della sicurezza da parte di esperti dell’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA), che si trova a Parma;

  2. un fase più politica di gestione del rischio dove la Commissione Europea e gli Stati Membri valutano altre considerazioni non scientifiche e i voti sono dati in prima battuta dagli esperti dei Paesi Membri all’interno di un cosiddetto Comitato Permanente. Se non si raggiunge un accordo, allora i Ministri devono votare durante una seduta del Consiglio.

Se gli esperti dell’EFSA concordano nella loro valutazione che il prodotto OGM è “tanto sicuro quanto la sua controparte convenzionale”, la stessa EFSA rilascia un parere positivo. Detto ciò, ad oggi solo 32 prodotti sono stati autorizzati per l’importazione nell’UE e 2 per la coltivazione, mentre 70 stanno aspettando la valutazione scientifica o di essere messi in votazione (alcuni prodotti hanno completato la valutazione scientifica e stanno aspettando la votazione da 5 anni).

Il fatto che i rappresentanti degli Stati Membri votino contro le opinioni positive dell’EFSA non ha impatto sulla percezione pubblica. Votare contro l’opinione scientifica dell’EFSA indica sfiducia nell’EFSA stessa, o segnala che viene dato un peso maggiore a considerazioni di carattere politico rispetto alla conclusioni cui è giunta la vera scienza.

 

3 – Il sistema di autorizzazione degli OGM nel resto del mondo

Nel mondo sono utilizzati diversi sistemi di autorizzazione. Essi hanno in comune il fatto che le colture GM sono tra i prodotti agricoli più attentamente normati e che le richieste di dati in maniera estesa devono essere soddisfatte dal richiedente l’approvazione. Tuttavia, in contrasto con l’UE, che segue un approccio basato sul processo usato per ottenere il nuovo carattere, la altre parti del mondo basano le loro legislazioni sui prodotti stessi. Inoltre, i politici tendono a rispettare i risultati della valutazione scientifica del rischio. Infine, c’è anche un maggior livello di efficienza e prevedibilità in questi sistemi al di fuori dell’UE, il che porta ad autorizzazioni dei prodotti più veloci ed a un livello crescente di fiducia pubblica verso questi prodotti, la scienza e le istituzioni.

L’esempio degli USA tuttavia rivela come le procedure di autorizzazioni possano essere molto complesse. Ben tre agenzie federali devono determinare la sicurezza dei prodotti per i consumatori e per l’ambiente: l’Environmental Protection Agency (EPA), la Food and Drug Administration (FAD) e l’US Department of Agriculture (USDA).

In Canada, tuttavia, le piante con nuovi caratteri sono autorizzate attraverso un sistema di regolamentazione basato sul prodotto. La presenza di un nuovo carattere (es. la resistenza ad un erbicida) in una pianta, al di là del metodo usato per introdurlo (GM o no), da avvio ai requisiti di notifica ed autorizzazione. La Health Canada e la Canadian Food Inspection Agency (CFIA) condividono la responsabilità per la regolamentazione di prodotti agricoli innovativi.

 

4 – Tempi

Anche se i dossier previsti dalla normativa sono presentati nello stesso momento nelle diverse parti del mondo, l’approvazione non è data simultaneamente. Le approvazioni di prodotti GM nell’UE richiede molto più tempo che in qualunque altro paese. In media un dossier per l’importazione di OGM richiede circa 4 anni per passare attraverso il processo di approvazione dell’UE. Questo è in media da 1,5 a 2 anni in più rispetto alle approvazioni negli altri paesi nel mondo.

Una panoramica dei tempi può essere vista in Figura 1.

Domanda presentata all’EFSA

Opinione dell’ EFSA

Voto nel Comitato Permanente

Decisione della Commissione

Voto nel Consiglio Ministri Agricoltura

Totale: 47

 

Sfortunatamente non sembra ci siano segnali che l’UE stia recuperando. Al contrario, il blocco dei dossier GM (quelli che non sono ancora approvati nell’UE in confronto al resto del mondo) sta crescendo rapidamente. Inoltre, la gamma di nuovi prodotti GM in fase di sviluppo dimostra che ce ne sono molti altri in arrivo. Un report del Joint Research Center dell’UE ha previsto che il numero delle colture commerciali GM è stimato aumentare delle 30 del 2009 a 120 e oltre del 2015.

Nei prossimi anni, molti nuovi prodotti conterranno anche caratteri più complessi. Finora l’UE ha un approccio particolare nei confronti dei cosiddetti “stacked events” (combinazioni di caratteri GM multipli in una singola pianta). A differenza che in altre parti del mondo, l’UE richiede che ogni carattere passi attraverso il sistema di approvazione come una nuova coltura. Questo crea un crescente largo carico di lavoro per il sistema dell’UE e contribuirà inevitabilmente ad un ulteriore ritardo nella approvazioni rispetto al resto del mondo.

 

5 – Perturbazioni dei commerci a seguito del ritardo di approvazione – aumento del prezzo della soia del 200%?

Questa situazione di asincronia nelle approvazioni – con un serio sfalsamento temporale tra le diverse approvazioni nel mondo – ha portato nel passato a costosi impatti sui commerci, principalmente dovuto al fatto che l’UE vi è una politica di “tolleranza zero” nei confronti di importazioni di prodotti non GM che contengano quantitativi in tracce di materiale GM non ancora approvato nell’UE. Ogni importazione di questo tipo è stata respinta in blocco all’arrivo nei porti dell’UE. La possibilità di bassi livelli di presenza di OGM non autorizzati nelle importazioni di mangimi sta continuamente aumentando dal momento che vengono sviluppate sempre nuove varietà GM e gli esportatori non hanno la capacità, sotto il profilo logistico, di segregare il materiale GM che è autorizzato nell’UE con quello che non è autorizzato.

In quanto preminente importatore di granella e panelli di soia, l’UE rischia di perdere rapporti commerciali vitali con fornitori quali gli USA, l’Argentina e il Brasile, se fallisce nel tenere il passo con l’approvazione di OGM in atto in questi paesi. Uno studio recente della Commissione ha dimostrato che il blocco di panelli di soia da parte dei principali fornitori dell’UE, quale risultato di tracce di OGM non autorizzati, avrebbe come risultato l’incremento del prezzo della soia di oltre il 200%. Questo potrebbe causare una caduta nei profitti della aziende agricole di circa 3 miliardi di euro per il settore della carne bovina, di 1,2 miliardi per il settore del latte e di 1 miliardo per il settore della carne suina. I costi complessivi per l’economia di una tale perturbazione sarebbero stimabili in un totale di 9,6 miliardi di euro.

Dato il fatto che l’importanza strategica del mercato europeo sta calando, a seguito della forte domanda di materie prime agricole da parte di mercati emergenti quali la Cina, non ci si può aspettare che i principali paesi esportatori vorranno ritardare la coltivazione delle varietà di soia GM che l’UE non ha ancora approvato. Per il mais GM questa cosiddetta “politica dello specchio” è già stata abbandonata dal Brasile, dagli USA e dall’Argentina.

 

6- Cosa bisogna fare?

Nel 2010 la Commissione Europea ha lanciato una proposta per una “soluzione tecnica” per la presenza di tracce di varietà GM non ancora approvate nelle commodity importate per uso mangimistico. Questo nuovo regolamento potrebbe già entrare in vigore prima dell’estate 2011. Ma se questo è un passo che va nella giusta direzione,sono necessarie ulteriori iniziative riguardo a livelli maggiori di tracce, come pure relativamente all’importazione di alimenti umani. Data la velocità di crescita delle coltivazioni di varietà GM fuori dall’UE, è chiaro che tanto la portata che la soglia di rilevamento saranno insufficienti per coprire i problemi associati alle approvazioni asincrone nel lungo periodo.

Dalle considerazioni di cui qui sopra è chiaro che è necessario agire. L’UE dovrà accelerare il suo processo di autorizzazione per i prodotti GM a più alta priorità in modo da colmare il gap con il resto del mondo ed evitare gravi danni ai commerci, per non menzionare la perdita di competitività per il proprio settore agroalimentare. Aumenti dell’efficienza sono possibili tanto a livello di EFSA che a quello politico, che attualmente genera la perdita di molto tempo con la laboriosa, e generalmente inconcludente, procedura di voto. Inoltre, con l’attesa proliferazione di “stacked traits”, l’UE dovrà pensare ad un modo più pragmatico per regolamentare questi prodotti che spesso associano OGM già approvati, invece di considerarli come completamente nuovi. Se ciò non accadrà, questo blocco finirà per cadere in una spirale incontrollata.

E’ tempo per l’UE di iniziare a pensare in modo globale. Coloro che valutano il rischio dovrebbero essere in grado di beneficiare del lavoro già fatto altrove nel mondo. L’armonizzazione delle regole sulla presenza minima di OGM a livello globale sarebbe un vantaggio, dato che aiuterebbe a minimizzare la potenziali frizioni nei commerci. La domanda per i politici è, allora, cosa vorranno fare adesso? E lo faranno abbastanza velocemente?

 

Marzo – Aprile 2011

 

Foto: Pixabay

Nathalie Moll – EuropaBio Secretary General