• Migliorata nel 2015 la redditività del settore agricolo nazionale

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    Bene anche valore aggiunto, occupazione ed export

    Agricoltura trattore %c2%a9 pershing   fotolia.com

    Nel 2015 la redditività del settore agricolo italiano è migliorata. Più di quanto sia accaduto negli altri 28 Paesi dell'Unione Europea, secondo il “Rapporto AgrOsserva sul IV trimestre 2015” realizzato da Ismea e Unioncamere. Il documento sottolinea anche che export, valore aggiunto e occupazione sono aumentate in maniera superiore alla media del sistema economico nazionale.

    Il valore aggiunto (Pil) dell'agricoltura ha chiuso il 2015 con una crescita complessiva del 3,8%. Merito soprattutto del contributo del 4° trimestre, che ha fatto registrare un incremento dell'8,4% su base tendenziale. L'andamento del Pil agricolo in media d'anno è stato, pertanto, più intenso di quello messo a segno dal settore industriale (+0,9% sul livello del 2014) e dal Pil nazionale (+0,8%).

    Con un aumento del 4,1% delle nuove occupazioni nel terzo trimestre 2015, l'agricoltura ha mostrato di essere uno dei settori più dinamici dell'economia (+1,1% l'incremento dell'occupazione complessiva nello stesso periodo in Italia). Inoltre, nell'anno di Expo - vetrina internazionale del food & beverage made in Italy - le esportazioni dell'agroalimentare hanno raggiunto quota 36,8 miliardi di euro, con una crescita (+7,3%) molto più evidente di quella registrata dall'export totale nazionale (+3,7%). Una dinamica positiva che, in controtendenza rispetto agli ultimi anni, è stata guidata maggiormente dalla componente agricola (+11,2%) che industriale (+6,5%).


    Il saldo dello stock delle imprese agroalimentari, cioè la variazione annuale delle imprese registrate nel 4° trimestre di ogni anno, segnala 6.464 imprese in meno rispetto al 2014. Ma in confronto con l’anno precedente e con il 2013, quando la registrazione delle aziende è stata rispettivamente di 18.344 e 31.996 imprese in meno, il dato appare positivo e indica, secondo Ismea, che l’“emorragia” si sta fermando. Nel settore alimentare, poi, sono state registrate 891 unità in più rispetto al 2014. Al 31 dicembre 2015, le imprese registrate del settore agroalimentare sono state 816.587 (746.585 quelle agricole, 70.002 quelle alimentari). Il peso del settore sull'economia è stato pari al 13,5% (12,3% agricoltura, 1,3% industria alimentare).


    Per quanto riguarda il reddito agricolo per addetto nel 2015, l'indicatore dell'Eurostat si è attestato per l'Italia a 144,8 (2010=100), un valore superiore all'Indice medio dell'UE28, pari a 108. Nel confronto con l'anno precedente, l'Italia ha registrato un aumento di 8,7 punti percentuali. Invece, la media dei Paesi Europei ha registrato un andamento negativo su base annua, con una flessione di 3,8 punti percentuali rispetto al 2014.


    Sul fronte dei consumi alimentari delle famiglie, è emersa una tendenza annua positiva nel segmento dei confezionati, bevande incluse (+2%), mentre sono apparsi in difficoltà i prodotti a peso variabile (-3%), a causa delle dinamiche discendenti di carni, salumi e formaggi. Complessivamente, la spesa dei prodotti alimentari ha registrato un aumento dello 0,3% rispetto al 2014.

    L'indice elaborato dall'Ismea sull’andamento dei prezzi agricoli evidenzia un incremento annuale dei listini dell'1,5%, sintesi del +9,9% delle colture vegetali e del -6,7% dei listini zootecnici. Sono diminuiti, nello stesso periodo, i costi degli input produttivi (-3,5%).

     

    Foto: © pershing - Fotolia.com

    redazione 11-03-2016 Tag: agricolturaagroalimentareprezzi agricoliimprese agroalimentarioccupazionepilredditività
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