• Efsa, aperta una consultazione pubblica sulla contaminazione da aflatossine

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    C’è tempo fino al 15 novembre per inviare all’Efsa, l’Autorità europea per la Sicurezza alimentare, i commenti al parere scientifico sui rischi da contaminazione da aflatossine. Nel documento gli esperti hanno concluso che il consumo degli alimenti contaminati da queste sostanze chimiche, dalla frutta secca al mais, solleva preoccupazioni per la salute pubblica. Le aflatossine, infatti, sono in grado di danneggiare il Dna e di ridurre le difese immunitarie dell’organismo e sono cancerogene. Particolare attenzione va posta agli effetti dei cambiamenti climatici: l’aumento delle temperature e dell’umidità favorisce infatti la proliferazione delle micotossine.

    Sono due specie del fungo Aspergillus – che cresce per l’appunto in zone con climi caldi e umidi – a produrre le aflatossine. Queste sostanze chimiche tossiche, presenti in particolare in Europa meridionale, contaminano alimenti come arachidi e frutta a guscio, mais, riso, spezie, oli vegetali grezzi e semi di cacao. La contaminazione può avvenire durante la produzione ma anche dopo la raccolta con lo stoccaggio. La più diffusa e più pericolosa è l'aflatossina B1. Uno dei suoi principali metaboliti nell’uomo e negli animali è l’aflatossina M1. I cereali e i prodotti a base di cereali, il latte e i prodotti a base di latte fermentato sono la fonte principale di esposizione a questa micotossina. Studi epidemiologici redatti dal 2006 – ricorda l’Efsa – hanno dato più peso alla correlazione tra l’esposizione all’aflatossina B1 e il rischio di tumore al fegato, maggiore per chi è infetto dai virus dell’epatite B o C. Per tutti questi motivi la presenza di aflatossine dev’essere mantenuta il più bassa possibile per tutelare la salute degli animali e dei consumatori.

    L’autorità è impegnata nell’attività di valutazione del rischio. Da ultimo ha prodotto questo parere scientifico in cui ha analizzato oltre 200 mila risultati analitici sulla presenza di aflatossine. Gli esperti si sono concentrati proprio sulla valutazione del rischio da aflatossina B1. Secondo gli esperti riuniti nel Contam, il panel sui contaminanti nella catena alimentare, l'esposizione alimentare della popolazione europea alle aflatossine è una questione rilevante per la salute pubblica. È necessario continuare a monitorarne la presenza per via del cambiamento climatico utilizzando metodi con maggiori livelli di sensibilità.

     

    Foto: Pixabay

    red. 12-10-2019 Tag: aflatossinemicotossinemaisEFSAvalutazione del rischiocambiamenti climatici
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