• Dalla Cina all'Europa, i fronti aperti delle tensioni commerciali dell'agricoltura americana

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    La posizione dell’amministrazione Trump sulla crisi di Hong Kong potrebbe avere ripercussioni sui rapporti commerciali già tesi tra Stati Uniti e Cina. Le due superpotenze sono impegnate da mesi in una guerra fredda a colpi di dazi che, tuttavia, poche settimane fa era sul punto di allentarsi. World Grain ha fatto il punto della situazione sull’economia statunitense e sull’impatto che le fibrillazioni con i partner commerciali potrebbero avere sul comparto agricolo. 

    A metà ottobre – ricorda la testata specialistica – il presidente Usa ha sospeso un aumento nelle tariffe su 250 miliardi di dollari di export cinese, con una svolta sui negoziati commerciali tra Washington e Pechino. Il riferimento è a un previsto impegno della Cina di acquistare 40-50 miliardi di prodotti agroalimentari statunitensi in meno di due anni. Un impegno che non ha portato ancora a nulla, sottolinea l’autore dell’articolo. I negoziati andranno avanti e nel frattempo la Cina ha aumentato l’acquisto di soia e altri prodotti nelle ultime settimane. Potrebbe dipendere da una semplice variazione dell’origine dei raccolti, dall’emisfero Sud a quello Nord, amplificata poi dal bisogno della Cina di far fronte a una riduzione stimata al 40% della popolazione suina per la Febbre suina africana. “Pertanto, nonostante una maggiore retorica ottimistica, molto rimane da fare per una vera tregua tra i due Paesi”, si legge nell’articolo.

    Europa, Asia e America Centrosettentrionale

    Un altro fronte caldo è quello con altri Paesi asiatici. Gli Usa si sono ritirati dal Trans-Pacific Partnership nel 2018 e i membri restanti hanno dato vita a un nuovo accordo che ha permesso a Canada, Australia e Nuova Zelanda di accedere in modo preferenziale ai mercati delle commodities agricole in Giappone e altri Stati. A ottobre Washington e Tokyo hanno siglato un bilaterale. Con l’accordo gli agricoltori statunitensi potranno accedere a un livello paritario ai concorrenti nel commercio di suini e bovini e di grano mentre il Giappone ha eliminato le tariffe su altri prodotti agricoli. 

    Le tensioni commerciali sulla sponda atlantica riguardano anche l’Europa in seno al Wto. La questione Boeing/Airbus ha coinvolto anche il settore agroalimentare con i dazi sui prodotti dell’Unione europea, Italia compresa. World Grain ricorda che nel 2020 l’organizzazione mondiale potrebbe permettere all’Ue di rivalersi sugli Stati Uniti per gli aiuti a Boeing e anche questo potrebbe ripercuotersi sull’agricoltura, sull’export verso l’Ue.  

    Resta ai box, invece, la discussione al Congresso Usa per il nuovo accordo con Messico e Canada in sostituzione del North American Free Trade Agreement.

     

    Foto: Pixabay

    redazione 05-12-2019 Tag: stati unitiCinawtodaziguerra dei daziaccordi commerciali
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