• Assalzoo: Green Deal europeo, l’impegno dell’industria mangimistica

    Print
    Campagna pixabay

    L’industria mangimistica rappresentata da FEFAC, Federazione europea dei produttori di mangimi, è in campo per centrare gli obiettivi del Green Deal, il piano d’azione per l’ambiente e il clima della Commissione Europea. Uno sforzo deciso verso una produzione di alimenti per animali a emissioni zero che Assalzoo (Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici) membro di FEFAC, sottoscrive con convinzione: “La sostenibilità – sottolinea il Presidente Assalzoo Marcello Veronesi – è una sfida che riguarda il passato, il presente e il futuro dell’industria mangimistica. L’impegno di FEFAC e, con lei, di Assalzoo conferma come il nostro settore sia sempre più proiettato verso il progresso industriale economico e ambientale”.  

    “Già oggi, è bene ricordarlo – continua Veronesi – l’industria mangimistica è il comparto con il maggior tasso di utilizzo di prodotti che derivano da altre produzioni alimentari, a testimonianza del ruolo centrale che il nostro settore riveste nell’ottica della economica circolare e della sostenibilità delle produzioni. Il Green Deal europeo impone ora nuove scelte da compiere e innovazioni da introdurre, ma occorre che gli obiettivi siano coerenti con le risorse e con gli strumenti necessari a realizzarli, abolendo vecchia e nuova burocrazia. Occorre altresì favorire la transizione, accompagnando chi è rimasto indietro e consentendo a tutti di dare così il proprio contributo. Noi siamo pronti ad accettare la sfida, in Italia e in Europa, a fornire il nostro know how e il nostro impegno”, conclude il Presidente dell’Associazione.  

    A livello operativo, il prossimo 4 giugno 2020 ad Anversa, nel corso del suo XXIX congresso, FEFAC adotterà la Carta della Sostenibilità dei mangimi a sostegno dell’attività dell’Unione Europea per un sistema di produzione alimentare sostenibile all’interno del Green Deal.  L’azione di FEFAC per la sostenibilità dura ormai da diversi anni. Da tempo, infatti, la mangimistica sta investendo in ricerca e sviluppo per fornire soluzioni nutrizionali innovative per gli allevatori aiutandoli a far fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico.  

    “Secondo la FAO, gli animali da allevamento inclusi i pesci consumano l’86% degli alimenti che per varie ragioni non sono destinati al consumo umano”, ricorda il presidente di FEFAC Nick Major. E quindi “il settore mangimistico rappresenta una parte fondamentale in un’economia che sia davvero circolare, mantenendo e ottimizzando i nutrienti di una vasta gamma di co-prodotti come soia, girasole e colza, barbabietola da zucchero e melasso, crusca di frumento e trebbie di birra”.  

    Le aziende che fanno capo a FEFAC sono riconosciute come leader mondiali nella scienza applicata alla nutrizione animale e nell’efficientamento delle risorse con la trasformazione di co-prodotti a basso valore in alimenti di origine animale ad alto valore, dalla carne al pesce, dalle uova al latte.  

    Il contributo dell’industria mangimistica è dunque fondamentale poiché gli allevamenti rappresentano il 10% di tutte le emissioni di gas serra in Europa. Notevoli sono stati gli investimenti di FEFAC nell’adozione di strumenti per misurare l’impronta ambientale e per l’analisi del ciclo di vita dei mangimi. Con i progressi della scienza l’industria potrà migliorare ulteriormente la performance ambientale con la chiusura del ciclo dei nutrienti, la riduzione delle emissioni di gas serra, il miglioramento della biodiversità permettendo così ad allevatori e acquacoltori – ricorda Major – di essere parte della soluzione nella lotta al cambiamento climatico.

     

    Foto: Pixabay

    redazione 16-12-2019 Tag: mangimiGreen DealCommissione europeacambiamenti climaticisostenibilitàMarcello VeronesiFEFAC
Articoli correlati