• Ispra, dal 1990 emissioni inquinanti da agricoltura in calo del 13%

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    Mucche

    In ventotto anni, dal 1990 al 2018, la quota di emissioni di gas serra provenienti dal settore agricolo, compreso quello zootecnico, è diminuita del 13%. Rispetto al totale dei gas emessi, il settore primario rappresenta una delle ultime voci con il 7%. Meglio fa solo il settore dei rifiuti, con una quota del 4,3% sul totale ma in aumento dal 1990. In questo arco di tempo sono diminuite anche le emissioni di ammoniaca dal settore agricolo, con una contrazione pari al 23%. Sono alcuni dati contenuti in due report dell’Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale, che hanno valutato l’andamento delle emissioni di gas serra e inquinanti atmosferici in quasi trent’anni.

    La tendenza generale è quella di un calo del 17% di emissioni di gas serra, da 516 milioni di tonnellate di CO2 equivalente a 428. Dal 2017 al 2018 il calo è stato di poco meno dell’1% e il trend sembra essere confermato dalle stime preliminari del 2019, con un -2%, soprattutto grazie alla performance del settore energetico. Questo, insieme all’industria, è il principale contributore alle emissioni di gas serra. Il merito di questo calo pluriennale delle emissioni è quindi da attribuire proprio all’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili e dal miglioramento dell’efficienza energetica da parte delle industrie.

    L’istituto ha anche diffuso una prima stima relativa al primo trimestre del 2020. Con gli effetti delle restrizioni correlate alla gestione della pandemia di CoVid-19 sul trasporto, le emissioni dovrebbero essersi ridotte del 5-7%.

    Meno capi di bestiame e minori superfici agricole

    La netta contrazione del 13% delle emissioni di gas serra dal 1990 nel settore agricolo e zootecnico si deve alla riduzione del numero degli animali d’allevamento. Ma anche alla riduzione di superfici, produzioni agricole e fertilizzanti sintetici e ai cambiamenti nei metodi di gestione delle deiezioni animali. Proprio queste operazioni implicano la quantità maggiore di emissioni dopo la digestione degli animali stessi. 

    Gli stessi elementi - quindi la gestione delle deiezioni nei ricoveri, gli stoccaggi e gli spandimenti - hanno pesato sulla significativa riduzione delle emissioni di ammoniaca derivanti dalle attività agro-zootecniche. Il contributo dell’uso dei fertilizzanti sintetici al totale di emissioni è di circa il 15%. 

    Dall’agricoltura deriva anche la produzione di metano e protossido d’azoto. Poco meno del 45% per il primo, che rappresenta circa il 10% del totale dei gas emessi in Italia, e poco meno del 60% per il secondo gas, pari al 4,4% del totale. Ma sia le emissioni di metano che di protossido d’azoto sono diminuite (-9,8% e -18,5% rispettivamente) sempre per il minor numero di capi e il recupero di biogas a fini energetici.

    Una direttiva europea ha fissato i limiti di emissione per alcuni inquinanti atmosferici, compresi ammoniaca e particolato Pm2,5. Per la prima la riduzione del 5% e del 16% e per il secondo del 10% e 40% nel 2020 e nel 2030 rispetto al livello del 2005. L’Italia sembra sulla buona strada per centrare l’obiettivo del 2030, anche se sono necessari ulteriori sforzi anche tenendo conto della qualità dell’aria. In prospettiva, sottolinea l’Ispra, sarà sempre più rilevante il contributo del settore agricolo alla riduzione dei gas serra in quanto una parte delle sue emissioni sono incomprimibili.

    Sono diverse le misure con cui mitigare la quantità di sostanze nocive provenienti dall’agricoltura. Sul fronte dell’alimentazione, sostituire parte dei foraggi con concentrati con cui aumentare la digeribilità può contenere le emissioni di metano, così come l’adozione di diete a basso tenore proteico con cui far diminuire anche le emissioni di ammoniaca. Per la gestione delle deiezioni sono efficaci misure come la pulizia e la coibentazione dei tetti, la rimozione frequente delle deiezioni, la copertura delle vasche di stoccaggio per ridurre il contatto con l’atmosfera, fino al recupero di biogas nei digestori anaerobici.

     

    Foto: © nikitos 77_Fotolia

    red. 23-04-2020 Tag: gas serraammoniacaIsprazootecniaagricolturainquinamento
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